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Il marsigliese che raccontò la Francia divisa

Autore: Matteo Tonelli
Testata: Il Venerdì di Repubblica
Data: 26 gennaio 2015

Chissà che avrebbe pensato Jean-Claude Izzo all'indomani della strage di Charlie Hebdo. Lui che era un rital, un marsigliese figlio di immigrati (padre napoletano, madre spagnola). Lui che nei suoi libri, i temi del razzismo, dell'immigrazione, dei primi passi della destra del Front National, li affronta attraverso gli occhi disincantati di Fabio Montale, il protagonista della trilogia che lo ha reso famoso. Lui che era marsigliese, una comunità meticcia, dove ancora oggi convivono sessanta etnie. Adesso Stefania Nardini affida alle edizioni e/o la biografia di Izzo ("Storia di un marsigliese", pp. 144, euro 15). Pagine di ricordi, disegni, poesie tradotte per la prima volta in Italia e alcuni testi inediti.
Sono bastati cinque libri per consacrare Izzo. I tre che ruotano intorno a Fabio Montale, poliziotto che però, dopo il primo libro, si dimette (Casino Totale, Chourmo, Solea) e i due romanzi Marinai perduti e Il sole dei morenti. Poi, nel gennaio del 2000, un cancro ha portato via Izzo, aveva 54 anni.
Ripercorrere ora la sua vita attraverso le pagine di questo libro dà il senso di chi fosse veramente lo scrittore francese e del perché sia diventato in così poco tempo un autore di culto. Dalla militanza, poi abbandonata, nel partito comunista francese ai tanti articoli scritti per La Marsilleais, rivista del Pcf. Ed ancora le donne della sua vita, le sue inquietudini, la sua voglia di stare con gli "Ultimi". Ma parlare di Izzo è anche parlare di Marsiglia. E' lei la vera protagonista dei suoi romanzi, con il Vieux Port, con il Panier, il cuore storico della città. Marsiglia, nel 2013 capitale europea della cultura, che su Izzo non ha speso una parola. Marsiglia «dove tutti hanno qualche origine in un altro Paese e per questo forse nessuno è straniero». Ecco forse Izzo direbbe questo davanti allo scempio di dodici vite falciate a colpi di kalashnikov.