Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Il maestro del noir pazzo per Marsiglia e per i rivoluzionari

Autore: Miska Ruggeri
Testata: Libero
Data: 5 febbraio 2015

La luce miracolosa di Marsiglia, la forza del mistral, l'atmosfera "napoletana", i caffè algerini, il pastis, i tifosi deU'OM, gli scaricatori del porto, le bande di trafficanti, i testi dei Massilia Sound System, la povertà ancestrale e la libertà anarcoide...
Tutto raccontato come un profeta scomodo dal maestro del noir mediterraneo, ma anche cronista- (pur senza patente di guida), poeta e autore di testi teatrali, JeanClaude Izzo (1945-2000), figlio di un rital, il barman campano Gennaro Izzo, ribattezzato François, e di una sarta del Panier di origini spagnole, a cui la giornalista Stefania Nardini dedica Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese (edizioni e/o, pp. 142, euro 15, con le traduzioni di Luigi Bernardi e le illustrazioni di Ivana Stoyanova), versione aggiornata del volume apparso nel 2010 presso Perdisa.
Un ritratto dell'uomo più che dello scrittore, cresciuto da autodidatta con il mito di Rimbaud, irrequieto nelle idee (cattolico, pacifista, candidato trombato del PSU, militante comunista...) e nei sentimenti (due moglie e quattro storie importanti). Ma sempre pervicacemente schierato molto a sinistra. come mostrano i suoi libri la trilogia di Fabio Montale in primis e i suoi articoli per il quotidiano La Marseillaise su scioperi e occupazioni ai cantieri di Fos o per i Cahiers de la mèmoire su Port de Bouc.