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SICUREZZA, POTERE E PRIVACY NEL NUOVO NOIR DI LUCA POLDELMENGO

Autore: Cristina Marra
Testata: L'interprete sopo
Data: 10 febbraio 2015

Vincitore del premio Crovi e finalista al premio Scerbanenco nel 2012, Luca Poldelmengo ambienta il suo ultimo noir “Nel posto sbagliato” (e/o collezione sabot/age) in una metropoli invasa dall’immondizia e illuminata da un sole malato, in cui la RED, squadra di polizia segreta, per indagare su un omicidio tremendo, agisce e si insinua nelle menti dei cittadini.
Alla RED non interessa ciò che sai, ma ciò che contieni e per saperlo usa l’ipnosi. Così agisce il gruppo, capitanato da Vincent Tripaldi, infallibile nella lotta alla criminalità e spietato nell’invadere la privacy di chi viene scelto per le indagini. «Le cronache di tutti i giorni ci raccontano come sempre più spesso gli inquirenti svolgano le loro indagini grazie all’ausilio di immagini registrate da telecamere di videosorveglianza racconta Poldelmengo La RED ha trovato il modo di servirsi a questo scopo di dispositivi più numerosi e performanti: i POV. Perché i POV siamo noi, ciascuno di noi. Milioni di telecamere sparse in giro per la città e per di più in grado di registrare non solo immagini, ma anche suoni, odori, sensazioni. Informazioni che il nostro cervello immagazzina a nostra insaputa e che la squadra saccheggerà mediante l’ipnosi dall’inconscio di chi avrà la sfortuna di trovarsi Nel posto sbagliato».
In una società in cui imperversa la mancanza di privacy, quanto conta il valore delle persone?
«Non ce ne rendiamo conto, ma ormai la nostra privacy è così minacciata da essere quasi un concetto in via di estinzione. Casi come Wikileaks dimostrano che le nostre comunicazioni riservate tali non sono e negli Stati Uniti dopo l’11 settembre il Patriot Act ha stabilito che le libertà del singolo possono essere messe in secondo piano se in ballo c’è la sicurezza nazionale. La squadra di polizia di cui scrivo è una formidabile arma nella lotta alla criminalità, ma proprio il metodo che le permette di essere così efficiente invade fatalmente la privacy di inermi cittadini, arrivando persino a metterne in pericolo l’incolumità. Libertà e sicurezza sembra siano diventati due valori inconciliabili. Una dicotomia pericolosa, che ci pone di fronte ad un quesito inquietante: quanta libertà siamo disposti a sacrificare in nome di una presunta sicurezza collettiva? E poi, chi controllerebbe il controllore?».
Nuovo editore e un noir metropolitano avvincente. Come ci si sente a far parte dei “sabotatori”?
«Ho voluto fortemente che questo libro uscisse qui, ho rifiutato altre offerte e deciso di abbandonare altre possibilità perché ciò accadesse. Le edizioni e/o sono un’eccellenza dell’editoria indipendente, ed io seguo da tempo lo splendido lavoro che Colomba Rossi e Massimo Carlotto fanno con la loro collezione. Consentimi il gioco di parole, Sabotage è il posto giusto per questa storia».