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Izzo, Marsiglia e il mare

Autore: Antonio Fresa
Testata: Menti in fuga
Data: 16 febbraio 2015

Stefania Nardini ci racconta la vita di Jean-Claude Izzo e la sua Marsiglia, mostrandoci sapori, odori e rumori di una città che cambia continuamente.

Jean-Claude Izzo appartiene a quel ristretto numero di autori che costringe il lettore a un continuo inseguimento.
Izzo storia di un marsiglieseLo leggi, lo analizzi, lo scruti, lo ami: ogni volta ti rendi conto di quanto la potenza della sua scrittura conservi qualcosa di misterioso e inaccessibile.
Non c’è soltanto bellezza dell’opera ad ammaliarci; in quella scrittura, così ricca e profonda, si annida uno spazio morale di non facile collocazione, che ti avvince e ti costringe a rivedere le tue certezze.
Nella biografia che Stefania Nardini ha dedicato allo scrittore marsigliese, questa fascinazione è esplorata in tutta la sua potenza e, oseremmo dire, quasi senza ritegno.
Tra l’autrice e il lettore si stabilisce, allora, una sorta di complicità, e la Nardini si presenta a noi come guida, per farci rivedere con i suoi occhi tante immagini e colori che la lettura delle opere di Izzo ci aveva regalato e ci aveva fatto immaginare.
La Nardini ammette, infatti, che la sua permanenza marsigliese alla ricerca di Izzo si è dilatata oltre le attese, e questa sua ammissione ci coinvolge, ci avvicina e ci fa sentire uniti in un’opera che già sappiamo impossibile: definire un personaggio come Izzo; definire una città come Marsiglia.

Citazione 1
Quando si guarda Marsiglia dalla collina di Notre-Dame anche la solitudine riesce a diventare una compagnia. Non ho mai conosciuto Jean-Claude Izzo. Eppure è stato lui che mi ha portata a Marsiglia quando, anni fa, completata la lettura dei suoi libri, lo sognai. Lo sognai nel suo letto di morte. Avrei voluto chiedergli qualcosa. Eravamo in silenzio. E lui mi mostrò una finestra: «La città ti parlerà di me», disse. Quel sogno mi turbò. Andai a Marsiglia. Dovevo restarci due settimane. Ci sono rimasta dodici anni.

Marsiglia non è una città per turisti, ci ricordava Izzo.
Marsiglia è una città di mare che ha realizzato nei secoli continui esperimenti di convivenza fra i popoli del Mediterraneo.
Lingue, musica, sapori si sono mescolati nel reticolo della città vecchia come per l’intervento di un saggio alchimista.
Il sole e il mare hanno fatto macerare insieme piante, piatti, dialetti e costumi originando una miscela unica e fragile. L’equilibrio di Marsiglia è stato precario e miracoloso e si è sconvolto quando la storia della città non è stata più rispettata.

Citazione 2
“«Ricordo i palazzi costruiti in fretta e furia per i pieds noirs…» scriverà Izzo, riferendosi agli edifici intorno ai quali sono poi nate le cités.
Il problema dell’integrazione non era da poco. Ed erano in tanti, troppi, a chiedersi se fossero francesi o algerini. Molti se lo chiedono ancora…
Uomini e donne passati dal benessere a condizioni di vita che rasentavano la povertà.
E dovevano ricominciare. Il contributo assistenziale dello stato era irrisorio. E non tardò a diffondersi un conflitto tra pieds noirs e altri pieds noirs”.

A Marsiglia giunge Gennaro Izzo, il padre di Jean-Claude, provenendo da un paesino della Campania. Per sempre unite, Napoli e Marsiglia creano inabos.
Sempre aperta all’arrivo di stranieri, Marsiglia è la città dei rital, cioè dei figli d’immigrati. Marsiglia accoglie tutti e tutti ammalia.
Marsigliesi si diventa, potremmo dire.
Questa Marsiglia così complessa e sul punto di scomparire diventa lo scenario dei capolavori di Izzo.
Il personaggio più noto di Izzo è sicuramente Fabio Montale che possiamo seguire nelle opere della trilogia che lo vede protagonista. Montale si muove per le strade di Marsiglia e ce ne mostra le bellezze e le aree più a rischio.
Non è utile ripercorrere qui tutta la bibliografia di Izzo e possiamo quindi rinviare al testo della Nardini.

Citazione 3
C’era il mare. C’era un porto. Due luoghi inscindibili che sono al centro dell’opera di Izzo.
La sua abitudine quotidiana, come detto, era la lettura dei giornali fermandosi anche su notizie che non avevano grande risalto.
Una lo colpì: «Nave bloccata alla Joliette».
I marinai non avevano lasciato l’imbarcazione e aspettavano notizie dall’armatore. Aspettavano senza alcuna intenzione di abbandonarla.
In quella notizia c’era il senso di un’appartenenza, di una resistenza.

Per chiudere la nostra breve presentazione di questa intensa biografia, come estremo atto d’amore verso Izzo, vorremmo, insieme all’autrice, ricordare che Marsiglia, capitale della cultura europea nel 2013, non ha saputo ricordare il suo grande scrittore.
Questa sorta di “dimenticanza” sarebbe apparsa a Izzo come una spia dei mutamenti avvenuti a Marsiglia e dei rischi che si corrono quando una città perde, forse per sempre, la propria vocazione alla pacifica convivenza e all’accoglienza di culture diverse.

 

http://www.mentinfuga.com/web/index.php/izzo-marsiglia-e-il-mare/