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Tentativi di fuga

Autore: Camillo Langone
Testata: Il Foglio
Data: 28 febbraio 2015

L’arte è diventata “un’arma politica di prim’ordine” dice il protagonista di “Tentativi di fuga”, thriller filosofico di Miguel Ángel Hernández (e/o). Molte critiche che costui, forse alter ego dell’autore, rivolge al fantomatico artista sociale Jacobo Montes sono utilizzabili anche contro Banksy, il famoso Banksy che adesso dipinge gattini anti israeliani a Gaza (certo più comodo che dipingere maiali anti jihadisti a Mosul): “L’artista era un mago, un prestigiatore, un abbindolatore”; “Montes era un vessatore e la sua arte, come gran parte dell’arte contemporanea, puzzava di marcio”. Banksy andando a Gaza dichiara di essere, più che un pittore, un politico. Pertanto lo si giudichi come tale: non c’è bisogno di essere critici d’arte per criticare un politico… Banksy a Gaza abbindola in tre modi: come politico ossia come retore; come parassita delle disgrazie palestinesi; come sfruttatore di gattini alla maniera dei siti internet a caccia di clic. Anziché armonia produce divisione, anziché catarsi contaminazione. Anche in questo somiglia all’artista del romanzo: “Quello che faceva, Montes, in fin dei conti, era gettare ancora più merda sul mondo”.