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StrillLibri – “La firma del puparo”, l’ultimo noir di Roberto Riccardi

Autore: Cristina Marra
Testata: Strilli
Data: 2 marzo 2015

È Palermo e la sua sezione omicidi la nuova destinazione del tenente Rocco Liguori protagonista dell’ultimo noir di Roberto Riccardi “La firma del puparo” ( e/o pagg. 199, euro 16,00). Dopo “Venga pure la fine”, Riccardi torna alle radici del suo personaggio ambientando la storia tra la Sicilia e la nativa Calabria, dove in un paesino dell’Aspromonte c’è ancora “la vecchia casa in stato di abbandono” dai tempi in cui il padre comandava i carabinieri del luogo. Al sud si riapre una vecchia ferita, si risveglia “un altro vulcano”che riguarda il suo rapporto con l’amico d’infanzia  Nino Calabrò “nonostante le promesse di amicizia tra bambini sappiano essere più forti di un giuramento all’Arma o alla ‘ndrangheta” il ponte tra i due era crollato. Nino decide di diventare collaboratore di giustizia e chiede che le indagini, che porteranno alla constatazione di una rete di scambi e “favori” tra mafia e ‘ndrangheta, e la tutela della sua famiglia siano affidate proprio a Liguori. Nella terra del teatro dei pupi, a muovere i fili del traffico illecito mafioso è un anziano regista del male che si è guadagnato il soprannome di puparo perchè “muove i fili dietro le quinte. Gli bastava sussurrare una parola a uno dei suoi sicari e saltava qualunque testa” e con lui dovrà vedersela un Liguori più maturo e riflessiva che condurrà un’indagine anche su se stesso, affrontando situazioni e affetti legati al suo passato. Dopo la missione all’Aja, Liguori torna in Italia e nel suo sud. Da Undercover a La firma del puparo come e quanto è cambiato il tuo protagonista? È in continua evoluzione. Sono le stesse esperienze raccontate nei tre romanzi che lo vedono protagonista, i quali raccontano la sua vita in sequenza, a farlo maturare. In ogni storia, inoltre, apprendiamo qualche dettaglio in più sulla sua vita, come quelli che riguardano la sua famiglia di origine narrati ne La firma del puparo. La ritualità, da quella della mattanza dei tonni a quella legata ai morti fino a quella mafiosa. Come ti documenti? Quante letture come Il giorno della civetta che citi nel romanzo ti hanno influenzato in questo romanzo? Mi documento leggendo e Il giorno della civetta, citato espressamente, è un riferimento costante. E’ il libro della mia vita, quello che mi ha fatto decidere di diventare ufficiale dei carabinieri. Ma soprattutto attingo dal mio vissuto. Considera che La firma del puparo è ambientato in una città, Palermo, dove ho lavorato per sei anni. Ed erano quelli delle guerre di mafia, dei primi pentiti ufficiali e delle stragi… Da Nino, al padre di Rocco a quello della Mucci. La figura paterna ha un ruolo fondamentale? L’ha avuto per me, certamente. A distanza di tredici anni la morte di mio padre rappresenta ancora lo spartiacque più importante della mia esistenza. E lo ha per i personaggi da te indicati, che hanno in comune l’aver maturato una scelta di vita anche per effetto di una certa influenza paterna. - See more at: http://www.strill.it/rubriche/strillibri/2015/02/strilllibri-la-firma-del-puparo-lultimo-noir-di-roberto-riccardi/#sthash.xKrO1uSB.dpuf