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Shakespeare in love

Autore: Francesca Frediani
Testata: D - Repubblica
Data: 16 marzo 2015

Autore dell'acclamato Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, il francese Eric-Emmanuel Schmitt coltiva una capacità sbalorditiva di mutare ambientazione e prospettive dei suoi romanzi. Se là erano il bambino Momo e un anziano droghiere, a mettere in scena in una via parigina una piccola integrazione tra arabi ed ebrei, nei libri successivi Schmitt ha fatto parlare donne delle pulizie cinesi (I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto), ha immaginato l'odissea di un giovane iracheno fino a Londra (Ulisse da Baghdad), ha dato voce a un'immaginaria antagonista di Maria Callas (La rivale), scritto storie di sesso matto in un condominio di Bruxelles (La giostra del piacere). Senza mai perdere in credibilità e verosimiglianza. In Veleno d'amore assume addirittura il punto di vista di quattro amiche in un liceo di Parigi: tutte variamente fragili, indecise, innamorate dell'amore, curiose del sesso e affamate del proprio futuro, "strane" come lo siamo state tutte da adolescenti. Anouschka, Raphaelle, Julia, Colombe raccontano nelle pagine dei rispettivi diari grandi verità e piccole bugie e intanto corrono leggere verso la tragedia finale, che come nel film con Robin Williams, L'attimo fuggente si svolgerà durante la rappresentazione scolastica di un'opera di Shakespeare: lì il Sogno di una notte di mezza estate, qui ovviamente, trattandosi d'amore, Romeo e Giulietta.