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Piergiorgio Pulixi – Il canto degli innocenti

Autore: Barbara Gambarini
Testata: Contorni di noir
Data: 9 aprile 2015

“Il canto degli innocenti” rappresenta il primo capitolo di un progetto che prevede 13 episodi, intitolato “I CANTI DEL MALE”, che si prefigge di raccontare il male dei nostri giorni in tutte le sue sfaccettature.

La trama centrale si basa su una serie di efferati omicidi, compiuti da adolescenti tra i 13 e i 15 anni, omicidi dal sapore di vendetta, ribellione e riscatto. Per ogni omicidio viene proposto, ad inizio capitolo, il punto di vista di chi lo compie e i suoi pensieri negli attimi appena precedenti gli eventi, ed ogni singola volta questi pensieri ci raccontano la solitudine, l’emarginazione, la rabbia di chi non si sente accettato o considerato dagli affetti e dalla società che li circonda.

Ad investigare sugli omicidi, in forma ufficiosa perché sospeso ed in attesa di reintegro, è il commissario Vito Strega, un omone “forte, irascibile e sanguigno”, un eroe originale e complesso. Vito Strega è tormentato dalle proprie vicende personali, quali la relazione con la ex-moglie e il coinvolgimento nella morte di un collega, ed è ossessionato dal placare le voci delle vittime assicurando il colpevole alla giustizia. Viene descritto dall’autore nelle sue diverse sfaccettature, da una parte appare corpulento ed estremamente fisico nelle proprie manifestazioni; da un’altra ricorda un investigatore d’altri tempi, tale Frederick Abberline nell’interpretazione di Johnny Depp, bevitore d’assenzio, lettore di Poe e frequentatore di locali tetri nei quali sovente si ubriaca fino a svenire; da un’altra ancora ci appare come il colto plurilaureato, ha infatti tre lauree in giurisprudenza, filosofia e psicologia. Le donne gli cadono ai piedi, i mariti e gli amanti lo temono, i colleghi lo ritengono il solo capace di evitare ulteriori morti, e tutta questa responsabilità pesa sul commissario come un macigno, dal quale è incapace di sottrarsi.

Alla trama centrale si aggiungono le vicende di altri personaggi, la moglie Cinzia, la collega Teresa, la letale Marina, la giovane amica Jessica con la nonna Ada, ma le loro storie non trovano una significativa spiegazione all’interno della trama o un vero epilogo, sono introdotte per incuriosire il lettore e, si spera, verranno approfondite negli episodi successivi.

Il libro si legge con piacere, ma non mancano, a mio avviso, alcune cadute di stile nei dialoghi dei personaggi così come nelle loro azioni. Inoltre il romanzo pesca nella cronaca americana degli anni recenti (chi si dimentica del massacro della Columbine High School in Colorado) affrontando però tematiche delicate come l’adolescenza e il disagio giovanile, in modo piuttosto superficiale. Vito Strega è un personaggio interessante ma non convince pienamente, troppi sono gli eccessi di cui si rende protagonista, poco coerenti con il suo essere colto, intuitivo e profondamente sensibile.

Il romanzo è scritto con un linguaggio crudo e immediato, l’autore fa un massiccio uso dei dialoghi e i capitoli spesso si concludono in modo da creare suspence. La lettura appare scorrevole, la struttura narrativa lineare e precisa.

Nell’intera trama viene dato ampio spazio all’aspetto psicologico degli eventi, in particolare è centrale il tema della manipolazione psicologica; l’autore racconta il mondo interiore dei personaggi con attenzione e ci svela con spietata lucidità come la nostra sia “una società impazzita, i nostri adolescenti delle bombe ad orologeria che fanno di tutto per omologarsi ai suoi diktat”.

Sono curiosa di sapere in che modo l’autore proseguirà quest’opera, quali saranno i prossimi mali del mondo e a chi darà voce per raffigurarli.


http://contornidinoir.it/2015/04/piergiorgio-pulixi-il-canto-degli-innocenti-2/