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Intervista a Piergiorgio Pulixi – Il canto degli innocenti

Autore: Cristina Marra
Testata: Milanonera
Data: 17 aprile 2015

Con una mano tiene per l’orecchio un orso di peluche, con l’altra stringe un coltello dalla lunga lama affilata, il suo volto è di un’adolescente ma già conosce il male. Con questa immagine di copertina Piergiorgio Pulixi presenta “Il canto degli innocenti” (e/originals )  il primo romanzo della nuova serie poliziesca dedicata al commissario Vito Strega.
Ancora una volta Pulixi dà prova di essere un grande e poliedrico narratore di storie criminali e stavolta i killers sono ragazzini dagli sguardi di ghiacchio e dal sorriso beffardo che eliminano come in un domino uomini e donne che cadono vittime del loro gioco col male. Stepitoso anche il detective Vito Strega che dietro la sua corpulenza nasconde una passione smisurata per i libri, lui è uno che “li viveva i libri” e per la musica jazz. Strega fa propri i drammi dei casi di cui si occupa ed ha bisogno di rabbia e dolore perchè ci si deve “immergere, perchè era in loro che trovava la forza e le motivazioni per dedicarsi al caso anima e corpo” . Strega è per Pulixi “ un uomo giusto, tormentato, in cerca di risposte. E’ un uomo ossessionato che vorrebbe ristabilire un minimo di giustizia per le vittime. Questa sua ossessione, però, rappresenta anche la sua più grande debolezza, perché nella vita privata sa che è impossibile vivere come una persona come lui”. A fargli compagni c’è però Sofia, una gatta nera gelosa e molto indipendente. Sofia è la sua compagna di vita con cui divide la “mansarda soppalcata nel sottotetto di un vecchio palazzo liberty” e che si struscia sui suoi pantaloni quando Strega è totalmente immerso nel caso e sente “il dolore e la disperazione delle vittime e il loro canto nella sua mente”.

Dalla serie delle pantere,al thriller psicologico a questo all’americana. Ti piace misurarti con tutti i generi del noir?
Sì, è qualcosa di cui sento l’esigenza: cambiare, sperimentare, cercare di esplorare nuovi territori e dare sempre qualcosa di nuovo al lettore. Differenziare le proprie opere poi non ha solo dei vantaggi per quanto riguarda l’originalità, ma ti costringe a cambiare stile e spesso tecnica di scrittura e questo ti porta a misurarti con esperienze nuove e a migliorare. Il miglioramento costante è doveroso per rispetto dei lettori che meritano sempre qualcosa di più rispetto al romanzo precedente.

Come nasce il progetto dei “Canti”?
Vuole essere il racconto di come lo stare a stretto contatto col Male cambia e logora un personaggio portandolo oltre i suoi limiti. La saga di Vito Strega sarà una sorta di Odissea nel Male; ogni Canto esplorerà un aspetto diverso della malvagità e il poliziotto dovrà cercare di non farsi inghiottire dal gorgo del male. Per raccontare questo, mi sembrava che il thriller fosse il genere più adatto perché ti permette di offrire al lettore storie di puro intrattenimento con un occhio di riguardo all’aspetto psicologico della caratterizzazione dei personaggi.

Il rapporto con i genitori è alla base del tuo romanzo e riguarda anche Strega…
Sì, lui ha un buco nero nella sua infanzia che la sua mente inconsciamente tende a rielaborare, ritirare fuori anche nei momenti meno opportuni. Sublima questo dramma caricandosi dei problemi altrui. Ogni caso che segue, ogni vittima che salva in realtà è un tentativo per guardarsi dentro e cercare di “salvare” anche se stesso e quel bambino che è stato… ma non solo lui.

Strega e Poe. C’è molto dei personaggi oscuri di Poe in Strega?
E’ una passione che abbiamo in comune. Poe è stato un genio. La sua scrittura ha toccato livelli di profondità ed eleganza ancora irraggiungibili ai giorni nostri. Quando Strega legge Poe in qualche modo è come se leggesse dentro se stesso.

Le donne sono un po’ la chiave del romanzo, dalle madri, alle mogli, alle amanti…
Vito Strega è uno di quegli uomini che ha bisogno di una forte componente femminile nella sua vita per ristabilire un equilibrio diversamente caotico in cui il suo lavoro così emotivo lo scaglia. Le “sue” donne lo riportano con i piedi per terra, lo ascoltano, lo aiutano a cercare di scrollarsi il buio di dosso. Tutte loro – ognuna a modo suo – lo “curano”. Senza queste presenze sarebbe una barchetta di carta abbandonata in un tumultuoso oceano in tempesta.

Tredici episodi. Quando uscirà il prossimo?
Ottobre 2016 credo. Prima ho dei conti in sospeso con un altro sbirro rude e complesso, solo più pericoloso: Biagio Mazzeo.

http://milanonera.hotmag.me/intervista-a-piergiorgio-pulixi-il-canto-degli-innocenti/