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Cucciolo d’uomo, la recensione

Autore: Giacomo Brunoro
Testata: Sugarpulp
Data: 4 maggio 2015

Cucciolo d’uomo – La promessa di Mila segna il ritorno della bounty killer made in nordest dai dread rosso sangue creata da Matteo Strukul

Cucciolo d’uomo – La promessa di Mila segna il ritorno della bounty killer made in nordest dai dread rosso sangue creata da Matteo Strukul.

Terzo capitolo di quella che ormai si può definire tranquillamente una saga, con Mila che questa volta dovrà vedersela con una serie di rifiuti umani impegnati nel traffico di bambini e con le mafie internazionali che stanno dietro al mercato illegale dei farmaci.

Vi lascio immaginare la violenza omicida che tutto ciò scatenerà nella nostra Mila… E infatti il sangue scorre a fiumi in questo terzo capitolo delle avventure di Read Dread, con una serie di scene mozzafiato che sembrano uscite direttamente dallo schermo di un kolossal hollywoodiano.

Ma del resto Matteo lo conosciamo molto bene e sappiamo quanto siano fondamentali per lui le dinamiche legate all’azione nei suoi romanzi, ma devo dire che questa volta si è davvero superato per l’intensità infusa in ogni pagina, con Mila che fa esplodere negli occhi del lettore un arcolbaleno di colori tutti in tonalità rosso sangue ogni volta che deve sistemare una faccenda delle sue.

Un romanzo che ha l’imprinting del grande cinema d’azione Made in USA dunque, un romanzo che si divora a cento all’ora perché questo è quello che vuole il suo autore, catturarci tra le pagine per farci perdere in un turbine senza fiato di emozioni.

Già, emozioni, perché Mila non è soltanto katane sguainate, Uzi che fanno bam bam, ossa frantumate, inseguimenti a mille all’ora,  teste a arti a piacimento che volano via come se piovesse.

E qui sta la bravura dell’autore, che è riuscito a strutturare un (meraviglioso) personaggio seriale dandogli profondità, creando un’evoluzione che parte da La Ballata di Mila e arriva fino a Cucciolo d’uomo, al termine del quale Mila Zago non sarà più la stessa.

E già, si fa preso a parlare di personaggi seriali: arrivano, si presentano, fanno sempre le stesse cose, e alla fine #epicwin e applausi finali. Nella grande tradizione della narrativa popolare poi sono sempre vestiti allo stesso modo.

Sono pochi gli autori che riescono a far maturare i loro personaggi, a farli evolvere, a dar loro una profondità che va al di là della bi-demensionalità delle pagine scritte (o degli schermi del vostro eReader preferito), perché il grande rischio alla fine è quello di rimanere schiacciati dai cliché.

Matteo invece ha intrapreso un cammino insieme al suo personaggio, un cammino che sicuramente arriverà molto lontano, anche se nessuno oggi può dire dove arriverà.

Se Regina Nera, il secondo capitolo della saga, si concludeva con il riff furioso di Paranoid suonato da quel demone barbuto che è Zakk Wylde, Cucciolo d’uomo invece ci lascia tra le note di Dont’ Cry dei Gun’s & Roses, con la Gibson di Slash che culla l’ascoltatore (e in questo caso il lettore) dopo un’infinita maratona di adrenalina.

Ecco, l’evoluzione di Mila può essere in parte sintetizzata da queste due suggestioni musicali che entrano ed escono dalle pagine di Cucciolo d’uomo, due melodie che la dicono lunga sullo stato d’animo della nostra Bounty Killer al termine di due avventure molto diverse tra loro.

Meglio però non aggiungere altro altimenti si corre il rischio di anticipare una storia che merita di essere letta e gustata fino in fondo.

E, comunque, occhio perché Mila spacca di brutto. As usual.


http://sugarpulp.it/cucciolo-duomo-la-recensione/