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Tecnoguerre nei cieli sardi

Autore: Costantino Cossu
Testata: il Manifesto
Data: 28 novembre 2008

SERVITÙ MILITARI I poligoni della Sardegna diventano l'avamposto per le guerre del futuro Via vai «sperimentale» dei robot volanti da Quirra a Decimomannu

Il poligono di Quirra diventa l'avamposto delle guerre tecnologiche prossime venture. Il governo Berlusconi ha scelto la base sarda come sede di realizzazione del «Programma Neuron». E' un progetto per la progettazione di un Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) di ultima generazione, un robot telecomandato capace di sfuggire ai radar e in grado di seminare la morte tra i civili o tra le truppe nemiche senza rischiare la vita dei piloti. Per portare a termine il progetto si sono messe insieme alcune delle principali industrie belliche europee: l'italiana Finmeccanica, la francese Dassault Aviation, la svedese Saab Aviation, la spagnola Eads, la svizzera Ruag Aerospace e la greca Hai. Il programma prevede una spesa di 400 milioni di euro. La metà li mette la Dassault Aviation, mentre Alenia, del gruppo Finmeccanica, partecipa con 90 milioni di euro. Tra le caratteristiche tecniche dell'Ucav Neuron, la capacità di sparare due bombe a guida laser da duecentocinquanta chilogrammi, una lunghissima autonomia di volo e la possibilità di toccare velocità prossime a quella del suono. Per realizzare il «Programma Neuron», è necessaria la costruzione, a Quirra, di una pista da volo, definita - nella delibera del consiglio dei ministri che ha dato il via alla sperimentazione - «striscia tattica polifunzionale». Polifunzionale perché servirà non solo a provare il prototipo di Neuron, ma anche a stabilire una continuità operativa tra il poligono di Quirra e la base dell'aviazione militare di Decimomannu, testa di ponte delle missioni Nato e americane nei teatri di guerra mediorientali.

A Quirra, del resto, gli Ucav si sperimentano già. Nel poligono ha compiuto i suoi primi voli di prova Falco, un veicolo senza pilota costruito e commercializzato dalla Galileo, lungo poco più di cinque metri, con un'apertura alare di 7,20 metri, capace di volare per quattordici ore e di monitorare il territorio con sensori molto sofisticati: telecamere, radar e un occhio laser in grado di guidare i missili delle postazioni a terra contro gli obiettivi presi di mira. Falco può anche percepire la presenza di sostanze chimiche o radioattive. Recentemente è stato venduto all'esercito pachistano. Altri progetti che dovrebbero andare a Quirra sono quello dello Sky-X, Ucav spia progettato e costruito dall'Alenia, e quello del Nibbio, Ucav da ricognizione a lungo raggio (può arrivare fino a 400 chilometri di distanza sfiorando la velocità del suono) realizzato dalla Galileo Avionica. E poi c'è il «Programma Selex», piccoli robot volanti progettati da Alenia che servono da supporto alle truppe di terra. Con le loro telecamere trasmettono immagini dei possibili scenari di guerra a computer portatili gestiti dai militari che operano sul campo. Ne saranno costruiti tre modelli: Otus, Asio e Strix. I primi due possono essere trasportati in uno zaino, mentre il terzo ha bisogno di un fuoristrada.

Intanto a Quirra i pericoli per la salute di chi vive dentro i confini del poligono continuano ad essere serissimi. E mentre il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, «Perdasdefogu» (Edizioni e/o), denuncia l'inquinamento da uranio impoverito e da nanoparticelle di metalli pesanti, un gruppo di ricercatori ha documentato, in una conferenza stampa che si è tenuta pochi giorni fa a Cagliari, la presenza nell'area del poligono di sei apparati di tracciamento radar di grandissima potenza (peak power 240 kw), i cui impulsi a micro onde possono essere gravemente nocivi a distanze dell'ordine di alcuni chilometri. La zona a rischio è vastissima: comprende i territori di diversi comuni e le spiagge in estate affollate di turisti. La fonte d'informazione del gruppo di ricercatori è una pubblicazione degli stessi comandi militari di Quirra, ideata per essere diffusa tra i manager delle industrie belliche, una specie di opuscolo pubblicitario che serve a invogliare i costruttori d'armi a scegliere la base sarda come sede dei loro progetti. Nel libretto in questione sono illustrati nel dettaglio tutti i sofisticati sistemi per il tracciamento di rotte e traiettorie di missili, razzi e velivoli sottoposti a test nel poligono. E ci sono anche le schede tecniche dettagliate degli apparati radar in servizio da decenni: informazioni agghiaccianti che sono sempre state negate alla popolazione, preoccupata per la possibile nocività di quegli impianti.