Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Quelle donne viste da Patrizia Rinaldi Oggi il libro a Rocca

Autore: Davide Speranza
Testata: La città di Salerno
Data: 23 maggio 2015

Una madre giovane, una figlia anziana. Una madre nella memoria della Seconda Guerra Mondiale, una figlia sul letto di morte che ricorda. Il nuovo libro della scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi ha come protagoniste Maria Antonia e sua figlia Ena. La prima fuggita da Spalato durante la Guerra, affronta miserie e dolori. Ma la voce narrante è quella di Ena, ormai anziana e costretta immobile a letto. Il libro viene presentato oggi a Palazzo Marciani di Roccapiedimonte alle ore 18, con l'organizzazione delle associazioni Fedora e Rosa Aliberti. Discutono con l'autrice, Gaetano Fimiani e Luca Badiali.

Dopo la trilogia Tre numero imperfetto, Bianca e Rosso Caldo, appartentente al cosiddetto Noir Mediterraneo, ecco un romanzo sulla "storia" con la S maiuscola. Come ha affrontato questo romanzo "diverso"?
Per prendermi in giro, chiamo Ma già prima di giugno romanzo degenere. E' vero, è un romanzo diverso dagli altri, ma anche i noir che ho scritto non rientrano perfettamente in un cliché prestabilito.
Quello tra Maria Antonia ed Ena è un confronto o uno scontro tra generazioni?
E' un confronto, uno scontro, una malinconia ironica. E' la lontananza tra chi sopravvive durante una guerra e chi vive giorni pigri, occidentali.
Il suo romanzo sembra un omaggio alla figura delle madri.
Il libro è dedicato a mia madre e a un'amica tra le più care. Forse da figlie giovani possiamo dimenticare che le nostre madri non sono solo le nostre madri, forse lo ricordiamo in età adulta.
Nel libro, l'intreccio di due voci femminili si accompagna allo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Perché quest'epoca storica?
Noi eravamo i poveri, i profughi, i senza pane, quelli che subivano guerre sbagliate (la colonizzazione della ex Jugoslavia, per esempio). Noi eravamo il presente di altri.
Il generale Ortani in un impeto di delirio recita: "La guerra è la sintesi culminante e perfetta del progresso". Che guerra stanno affrontando oggi le nuove generazioni?
Il generale cita stralci del manifesto del Futurismo a motivazione del suo istinto predatorio. Auguro ai giovani invece di vincere la morte della speranza.
Le figure femminili che lei descrive brillano di colori mediterranei. Quanto incide la presenza costante di Napoli?
Il luogo comune ci vuole lamentose, succubi. Nei miei romanzi racconto che non siamo così e che nemmeno la città di Napoli ha colori omologati di "tutto è male o tutto è bene".