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Testata: La gazzetta di Mantova
Data: 11 novembre 2008

«Quale luogo più adatto del Teatro Bibiena - chiede il presentatore Alessandro Zaccuri in apertura di incontro - per accogliere Ioanna Karistiani, una delle figure più rappresentative della letteratura greca contemporanea?» La scrittrice è nata a Chià (sull' isola di Creta) a vive ad Atene. E' illustratrice e ha collaborato con numerose testate greche e straniere. Ha scritto sceneggiature cinematografiche per diversi registi tra cui quella del film Le spose di Martin Scorsese e Estrella mi vida di Costas Gravas. Con l' ultimo suo racconto Le catene del mare vince il premio come migliore romanzo greco del 2007. La Karistiani ha tuttavia cominciato a scrivere racconti solo recentemente, essendosi dedicata per lo più al lavoro di illustratrice e disegnatrice di fumetti. «Come fanno molti personaggi dei miei libri volevo scappare da quella vertigine che sentivo dentro di me, quel desiderio di scrivere e raccontare». Ha dunque iniziato a dedicarsi alla sua passione all'età di 42 anni, preferendo a un certo punto "diventare ciò che si è", per dirla alla Hesse, e assecondare la sua natura e la grande passione: la scrittura. «Sorprendentemente realistica - dice Alessandro Zaccuri - nel descrivere le piccole e mobili realtà della Grecia di oggi», la Karistiani crea personaggi, per lo più figure maschili, carichi di intensità e ricchi di segreti interiori poiché tutti, a detta della scrittrice, tutti viviamo con i nostri segreti, tutti ne abbiamo bisogno. E' questo che ci sprona a scavare dentro noi stessi e che rende più profonde le relazioni umane. Sembra quasi che la scrittrice immagini se stessa nei panni dei suoi protagonisti per riscoprirsi, come dice lei, «Né più forte, né più intelligente». Sorprendente è infatti il suo rapporto con essi se pensiamo che durante la stesura di Il vestito per terra ha detto di aver passato mesi a guardare la sua mano chiedendosi se sarebbe stata capace di uccidere mai qualcuno! Ama dunque andare in profondità, "andare al di là" per scoprire e raccontare la natura umana in racconti in cui questa è l' unica determinante del corso della vicenda. Alla domanda di Zaccuri circa il suo rapporto con il cinema e più in generale su quale sia la relazione tra cinema e scrittura Ioanna dichiara di essere un' appassionata del cinema italiano e confessa di essere stata pazza di Alberto Sordi durante gli anni del Ginnasio. Aggiunge inoltre di apprezzare quella condivisione e quel lavoro di squadra tipico del set cinematografico che invece manca nella attività di scrittura, lavoro che presuppone riflessione e ricerca interiore per lo più in solitudine. E' stato interessante infine scoprire il suo modo di rapportarsi con il suo lavoro: la scrittura per lei diventa una vera e propria necessità fisiologica, per tuffarsi subito in un altro mondo, in un altro racconto non appena terminato quello precedente. «Se non sono sicura di avere iniziato a scrivere un nuovo libro non vado nemmeno dall' editore a consegnare quello vecchio!»