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Massimo Carlotto: indago la realtà grazie all'Alligatore

Testata: Askanews
Data: 26 maggio 2015

Milano (askanews) - Un mondo fatto di continue zone grigie da attraversare, una serie di storie nere che si incastrano e convergono verso lo storico personaggio di Marco Buratti, detto l Alligatore, investigatore senza licenza nato dalla penna di Massimo Carlotto, che ora ritorna nell'ultimo romanzo dello scrittore padovano, "La banda degli amanti", edito da e/o. Abbiamo incontrato Carlotto a Milano e gli abbiamo chiesto quanto sia difficile continuare a scrivere sugli stessi personaggi, che vanno però calati ogni volta in una nuova vicenda.

"In realtà io sono abbastanza fortunato - ci ha risposto - perché il mio metodo di lavoro, ossia partire da una storia vera e poi di arrivare a un momento di congiunzione con la finzione romanzesca, mi permette di collocare in modo corretto il personaggio, perché mi obbliga a una riflessione molto approfondita proprio sul personaggio e la storia, sulla loro relazione".

Carlotto, che in questo libro parte dalla scomparsa di un professore universitario per arrivare di nuovo alle profondità oscure del cuore umano, ripropone anche un suo altro personaggio classico, il criminale Giorgio Pellegrini, protagonista del suo libro forse più famoso, "Arrivederci amore ciao". E per lo scrittore in questo modo si chiamano in causa anche i lettori.

"E un bel gioco in realtà - ha aggiunto - un gioco che coinvolge anche i lettori, che si appropriano dei personaggi, hanno la loro interpretazione, e quindi è un continuo gioco di valutazione sui personaggi".

Tra giochi e noir, però, Massimo Carlotto continua anche a ragionare sul modo in cui, attraverso la letteratura, si possa andare un passo oltre.

"I miei personaggi, l'Alligatore soprattutto, indagano la realtà per capire il mondo - ha concluso il romanziere - e li uso volentieri per capirlo anch io".