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L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI SCOMPIGLI IN FAMIGLIA

Autore: Stefania Loppo
Testata: Roar magazine
Data: 27 maggio 2015

Si potrebbe discutere all'infinito su quali siano i tratti che contraddistinguono un romanzo che funziona. In questa sede ci limiteremo a dire che Scompigli in famiglia di Corinne Devillaire (Edizioni e/o, 222 pp., 16,50€, trad. Manfredo S.) ne possiede due niente male: la capacità di sorprendere e quel tipo di atmosfera familiare in cui tutti possiamo identificarci.

Proprio all'atmosfera familiare del romanzo ci ricolleghiamo per offrire uno scorcio di trama.
SCOMPIGLI IN FAMIGLIA - UN LIBRO CHE PARLA A TUTTI
Malou, madre sessantenne dal corpo ringiovanito di vent'anni grazie al marito Robert, e Frédéric, suo figlio nonché marito di Katrin e padre di Clarisse, Clothilde e Pierre, hanno un rapporto burrascoso e pressoché assente.
È l'intervento subdolo di Katrin, psicoterapeuta determinata a far sì che l'amato marito risolva i suoi dissapori con la madre a combinare un loro incontro dopo tempo immemorabile: non può immaginare quale catena di eventi stia scatenando, né le conseguenze di un solo, innocuo incontro.
Ammettiamolo: se pure è vero che non tutti noi non parliamo con nostra madre da anni, rimane vero il fatto che nessuno di noi è esente da piccole o grandi faide familiari.
E questa è la prima ragione per cui Scompigli in famiglia sa mantenere l'attenzione del lettore.
Nonostante questo, il romanzo è ben lungi dall'essere la narrazione della classica esplorazione dei conflitti tramite flussi di coscienza dai toni drammatici: questo elemento naturalmente non manca, in quanto ne risentirebbe la solidità del fulcro stesso della narrazione, ma rimane inframezzato e ancorato a una dimensione concreta tramite la rievocazione di una serie di eventi.
Un pranzo, un picnic, un pomeriggio al bar e chi più ne ha più ne metta.
Ma a sorprendere più di tutto, prendendo il lettore per mano, è lo stile della Devillaire che risulta capace di mantenere il tutto su toni fondamentalmente leggeri, quasi scherzosi, pur narrando lo stuzzicare di una ferita vecchia di anni tra madre e figlio, il tutto senza togliere serietà a quello che è a tutti gli effetti un dramma familiare.
Strano a dirsi, poco ma sicuro, e sicuramente sembra una contraddizione, ma neanche per un secondo, seguendo il dipanarsi della storia, si scambiano problemi di anni di estraniamento per bazzecole da poco.
A ciò contribuisce sicuramente il costante sviluppo dei personaggi: una Malou che scopre le gioie dell'essere nonna, una Katrin che scivola dall'essere la guida della famiglia alla consapevolezza della posta in gioco, una Clothilde adolescente che si ritrova a vivere i primi drammi della sua sessualità in un contesto quantomeno bizzarro.
Persino i piccoli Pierre e Clarisse hanno voce e raccontano cosa quel nuovo ambiente che si è a loro dischiuso provoca in loro.
Il finale?
Di fronte a un quadro del genere, potrà sembrare ovvio. E invece non lo è.
Scompigli in famiglia è un romanzo pervaso di una leggerezza disarmante in grado di creare dramma senza dar d'impressione di cercarlo ossessivamente: è lì, in punta di piedi, e alla fine arriva.

http://www.roarmagazine.it/libri/scompigli-in-famiglia-recensione.html