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Un romanzo spiega l'elisir

Autore: Elisabetta De Dominis
Testata: Il Giornale
Data: 4 giugno 2015

Ritornare nel passato si può? Ritornare con chi si è amato nella speranza di rivivere quello che è stato. Ci vorrebbe un elisir d'amore, quantomeno. E' quello che pensa non solo Nemorino nell'opera di Donizetti, ma anche Louise, la protagonista del romanzo epistolare «Elisir d'amore» (edizioni e/o) di Eric-Emmanuel Schmitt. Adam vorrebbe mantenere l'amicizia e raccontare alla sua ex le avventure e disavventure amorose con annessi e connessi sessuali. Perché per lui ciò che differenzia l'amore dall'amicizia è solo una questione di pelle. Quindi la solita distinzione maschile: il sesso di qua, l'affetto di là, presso la ex che detiene l'album dei bei ricordi. E l'amore da nessuna parte. Ma Louise non ci sta, vuole riconquistarlo perché «l'amicizia è la tomba dell'amore». C'è dunque un modo di suscitare la passione? Lo chiede ad Adam, che da bravo psicanalista mette in atto una tecnica per far innamorare una collega di Louise, divenuta sua paziente. E, tutto tronfio, si convince che il filtro d'amore esista: «Sgancio la bomba: sono in grado di far innamorare qualunque donna di me». Louise ingoia il rospo e gli confida di avere un corteggiatore che cerca «una relazione profonda, lunga e seria». Adam la esorta a non credere alla menzogna dell'amore, ma di fare l'amore e basta. Ma chi di arma colpisce, di arma perisce ed egli finirà colpito dalle frecce di Cupido. Perché non abbiamo la libertà di amare, ma solo di «mancare agli appuntamenti che ci dà la felicità». Ecco che l'elisir non è il filtro di Dulcamara, ma il terzo incomodo che fa scattare la gelosia. Perché non mi desidera più? Sorprendete quanto raffinato il finale di Schmitt. Talvolta c'è più da imparare da un romanzo intelligente che da un manuale sciocco.