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L'eleganza del riccio di Muriel Barbery

Autore: Matteo Chiavarone
Testata: ghigliottina.it
Data: 21 gennaio 2009

Rivelazione delle ultime stagioni letterarie torna nelle librerie la brava e raffinata Muriel Barbery con un libro, Estasi culinarie (Edizioni E/O, 2008), che, attraverso una scrittura rapida ed ironica, ci permette di riflettere sull’importanza della memoria. Già pubblicato nel 2001 con il titolo Una golosità, ignorato dal pubblico e dalla critica, il volume riprende spolvero attraverso il cambiamento di nome e di copertina ma soprattutto riceve nuova linfa vitale aggrappandosi al grande successo ottenuto in questi mesi dall’autrice. Ancora una volta il palcoscenico dell’azione è il signorile palazzo di rue de Grenelle, un palazzo prettamente parigino che si apre ai nostri occhi celando ogni lato, visibile e invisibile. Una portinaia che nasconde la sua natura di donna colta e di buon gusto, la bambina Paloma, incapace di rapportarsi con la propria famiglia, monsieur Kakuro Ozu, unica persona capace di distruggere il velo che avvolge le due figure femminili. E ora, come in un film che va avanti per macrosequenze, altre storie e altri personaggi.

Monsieur Arthens, importantissimo e arrogante critico gastronomico, è in punto di morte. Da questo punto in poi inizia un viaggio a ritroso nella vita di quest’uomo, e si attraversano, mescolandosi tra loro, momenti di vita pubblica e di vita privata. Non vi è timore o paura, né per il trapasso né per un giudizio a posteriori, vi è una ricerca affannosa di un utopico sapore assoluto. Il volume si risolve quindi in un lungo viaggio tra odori, miscele, sapori che hanno condito la sue esistenza. Un sapore primordiale e sublime, un qualcosa di provato e che ora, alla fine dei giorni, si vuole riassaporare. Prendendo questa direttiva la scrittrice francese si muove garbatamente spaziando qua e là, cercando gli uomini e le donne che sono state a contatto con il critico, bersagli o vittime di un furore giudicativo. L’arroganza e la volgarità di un così particolare ambiente è messo a nudo con intelligenza e soprattutto ironia; un’ironia tagliente capace di avvolgere l’opera di un personalissimo lirismo.

Probabilmente non ha la stessa capacità de L’eleganza del riccio di penetrare all’interno della coscienza del lettore, cerca virtuosismi letterali che si riducono talvolta in formali esercizi di stile, la suddivisione in capitoli appare forzata e alcuni personaggi sono tratteggiati solo superficialmente, ma l’attenzione e la ricercatezza con cui ci propone questo personalissimo cosmo, rendono le descrizioni squisite e abbozzano una base su cui muovere i fili delle storie, toccare temi importanti come l’essere e l’apparire. Muriel Barbery è nata nel 1969 a Casablanca. Docente di filosofia, insegna all’IUFM di Saint-Lô. L’eleganza del riccio è il suo secondo romanzo, pubblicato in Francia da Gallimard, in poco tempo ha scalato le classifiche, diventando un best-seller e vincendo numerosi premi tra cui il Prix Georges Brassens 2006, il Prix Rotary International 2007, e il Prix des libraires 2007.