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"Un'estate breve", passioni e relazioni border line nel nuovo romanzo di Michele Bentivoglio

Autore: Rossella Montemurro
Testata: Il Mio TG
Data: 2 luglio 2015

Passioni, disillusioni e relazioni border line – sempre pronte a sconfinare in rapporti paralleli e clandestini – fanno parte del nuovo romanzo dell’architetto romano Michele Bentivoglio, Un’estate breve (E/O, collana Dal Mondo).

Carlo è un uomo distinto, un designer in apparenza sicuro di sé dopo essere riuscito a sciogliere alcuni nodi nella sua psiche e aver accettato la sua bisessualità. Fabio è un pianista che alterna momenti di sconforto e depressione a picchi (in realtà fugaci) di cauto ottimismo: lui, però, fidanzato con Marta, ancora non riesce a scendere a patti con quell’attrazione che prova per gli uomini. Marta, forse la più consapevole dei tre, soffocata dal rapporto stagnante con Fabio cerca in altri uomini quel senso di appagamento che le manca. L’incontro/scontro di queste personalità complesse sarà incandescente, più del caldo dell’estate romana che fa da sfondo al romanzo.

Guidati più dagli impulsi che dalla razionalità (nelle prime pagine di Un’estate breve c’è un gioco di sguardi tra Fabio, alla finestra di casa, e Carlo che lo osserva da un marciapiede e i due si ritrovano non senza imbarazzo nell’appartamento del pianista; ancora, Marta in spiaggia scambia un bacio carico di promesse con Carlo, pur conoscendolo appena…), i tre personaggi nati dalla penna di Bentivoglio vivono in un mondo tormentato e sensuale fatto su misura per loro.

Oltre al triangolo evidentemente sbilanciato, colpiscono le descrizioni degli interni molto particolareggiate, “viziate” dall’amore per l’architettura di Bentivoglio.

L’autore ha esordito con Il viaggio di Théodore (Mattioli 1885).