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L. R. CARRINO: "LO SCRITTORE MANIPOLA LA REALTÀ E LA RESTITUISCE DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA"

Autore: Antonio
Testata: Roar Magazine
Data: 6 luglio 2015

Mariasole Simonetti è una donna bella, di classe e laureata. Suo padre, un boss della malavita napoletana, l’ha costretta a sposare in un matrimonio di convenienza camorristica Giovanni Farnesini, appartenente a un’altra famiglia di malavita. Hanno un figlio piccolo, Antonio, e con gli anni Mariasole ha imparato ad amare veramente suo marito e a perdonargli tutto. Ma la camorra non è tenera come una moglie. Le sue leggi non possono essere violate e così Mariasole si ritrova vedova perché suo marito è venuto meno alla legge più importante del giuramento del clan di Acqua Storta: “Un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore”. C’è aria di guerra tra tutte le famiglie e ora tocca a Mariasole dover prendere una decisione importante per non essere la prossima vittima del clan insieme a suo figlio.

1.Dopo sette anni, ritorni a far parlare quelli di Acqua Storta, i protagonisti del tuo esordio di grande successo. Nel frattempo in questi anni hai scritto altri romanzi e racconti, toccando temi completamente diversi e parlandoci di pallonari, mamme, bambini. Come è stato ritornare sul luogo dove tutto ebbe inizio.
 
In realtà, non me ne sono mai allontanato. Intorno al mio primo romanzo sono nati tanti progetti. Un recital che ho portato a teatro, un radiodramma, un graphic novel e persino una sceneggiatura per il cinema. Ed è proprio dal contributo di tanti altri artisti che poi alla fine si è definita la figura di Mariasole. Un paio d’anni fa m’è venuta una buona idea per la trama e l’ho elaborata in questo nuovo romanzo. Le donne di camorre sono numerose, molto più che in passato, e hanno preso molto potere per via del fatto che i loro uomini o sono in carcere, o sono morti, o sono latitanti.

2.Sei molto apprezzato per la tua scrittura e per il linguaggio che usi. Anche in questo romanzo è molto importante il linguaggio. Mariasole parla e pensa in maniera molto sofisticata, molto diversa dalle classiche donne di camorra. Come ti sei approcciato ai protagonisti dei tuoi romanzi dal punto di vista del linguaggio?
 
Io sono napoletano e sono tornato a vivere nell’hinterland partenopeo da qualche anno. Certe informazioni, certe parlate, il modo di agire, io li conosco e perciò non è stato così complicato riportarle su carta. Il difficile è stato usare un linguaggio comprensibile a tutti gli italiani senza tradire lo spirito di verosimiglianza. Per quanto riguarda Mariasole, lei vive un altro tempo rispetto a donne come Pupetta Maresca (ad esempio), e questo tempo vede i manager della camorra (non solo uomini, ma anche donne) più colti e meno ignoranti. Tuttavia, non per questo sono meno feroci.
 
3.Nel romanzo citi diverse storie che riprendono episodi di cronaca realmente accaduti e che hai rivisitato. Si dice che le storie di criminalità sembrano uscite dai romanzi. Tu invece come fai a farcele entrare?

Ahimè la realtà supera di gran lunga la mia fantasia. Io faccio lo scrittore e la cronaca mi interessa, ma non come reporter. Mi interessano i sentimenti che muovono le persone all’interno di questi contesti malati, infetti. La mia è fiction che non rinuncia ad alludere a fatti realmente accaduti opportunamente trasformati a seconda di quello che voglio dire. Non è forse questo ciò che uno scrittore fa? Manipolare la realtà e restituirla da un altro punto di vista – almeno si spera.
 
4.“Alla fine questo sapete fare. Sparare. Chiavare. Sparare ancora. Tutto quello che vi muove è scopare con quante più femmine possibili e fare quanti più soldi si possono fare. La fessa e il potere, inculandosi l’uno con l’altro se si presenta l’occasione”. Nel romanzo è molto importante il tema del sesso e della sessualità legata al potere. Ci puoi dire qualcosa a proposito?
 
Che dire? Da sempre sesso, soldi e potere sono il motore dell’umanità, di un certo tipo di umanità. Questo vale in qualsiasi contesto, non soltanto quello criminale. Probabilmente, in ambiti criminosi c’è un maggiore erotismo del tutto. Una presa di potere è erotica, a maggior ragione se a prenderlo il potere è una donna.
 
5.Altro elemento presente nel tuo romanzo è la parodia. Gli scissionisti diventano “i dissociati” o “i sovvertiti”. La parodia nasce come demistificazione del potere ma l’eccessiva demistificazione la può trasformare in “macchietta”, cosa che succede in tante opere sulla criminalità. Non è il tuo caso. Ma data la tua scrittura d’impeto e di impatto, mi chiedevo se anche la vis comica ti viene spontanea nella scrittura o se comunque ti poni un problema di equilibrio.
Ma no, non la chiamerei proprio parodia. Sono semplicemente nomi translitterati. Poi sì, vorrei scrivere un testo comico (finora me lo sono concesso solo a teatro, come autore, in un progetto che omaggiava Annibale Ruccello), ma non so se mi riesce bene. Comunque, in Mariasole c’è Amelia, sua madre, che ha qualcosa di comico, come pure certi atteggiamenti di Chiummo, un personaggio abbastanza in carne e quando si muove o parla non ne indovina molte.
 
6.Citi tra i tuoi maestri Peppe Lanzetta, un grande autore dell’underground napoletano. Quali sono i tuoi riferimenti letterari?
Infiniti. Facciamo notte se solo provo a elencarne anche solo l’1%. Degli italiani mi piace citare di certo Mariangela Gualtieri e Giovanni Pascoli, tra i poeti, e Elsa Morante e Michele Mari tra i narratori. Non importa il genere ma il talento, la grande scrittura. Tuttavia, la scrittura oggi è influenzata da tutti gli ambiti artistici: dalla pittura al cinema, dal fumetto alla danza, dal calcio (è un’arte sì) alla musica.
 
7.Ci lasciamo con una doppia domanda di routine. Ci sarà un seguito per La buona legge di Mariasole? A quali nuovi progetti stai lavorando?
Suppongo di sì. Le idee ci sono e c’è la voglia di sapere (la mia, soprattutto) cosa succederà dopo l’incoronazione di Mariasole a regina del crimine. Sto finendo un romanzo che per ora si intitola Era di maggio, e che mi ha preso parecchi mesi di lavoro. È ambientato a Procida tra gli anni ’60-’70 ed è la storia di un ragazzo speciale, con un sentire speciale.
 
8.Grazie
A te.

http://www.roarmagazine.it/interviste/intervista-carrino-libri.html