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Due donne, un continente

Autore: Valentina Pigmei
Testata: GQ
Data: 15 gennaio 2009

Una reporter italiana che ha lavorato in giro per il mondo per i giornali americani, ha scritto un romanzo per raccontare la tragedia dell'Africa e la nostra complicità. Con personaggi memorabili

Se volete leggere un romanzo in cui la potenza di un’amicizia tra una ricca bianca e la sua colf nera mette in ombra non una, ma addirittura due storie d’amore parallele, allora questo libro potrebbe piacervi. Se volete capire che cosa è l’Africa oggi, e siete pronti a visitare un continente meraviglioso e depredato, dove sta avvenendo la più grande perdita di vita, memoria e speranza della storia moderna, non avete scelta, leggete il primo libro di Lara Santoro. Ma attenzione: lo sguardo dell’autrice è assai poco terzomondista. È spietato, furibondo, sexy, appassionato. Santoro – nata in Italia ma americana d’adozione – ha scelto l’inglese per esordire con Il mio cuore riposava sul suo (E/O) che si intitolava in originale Mercy. E non a caso: è Mercy il centro di questa storia breve ma potente. Mercy è una «gigantessa africana con le braccia e le gambe di un boxer e la faccia di un angelo»: vive in uno slum, indossa top rosa shocking o tigrati, prima faceva la prostituta ma adesso ogni mattina esce per andare a lavorare a casa di Anna, la reporter innamorata dell’Africa. Anna vive da molti anni a Nairobi, in Kenya, e assomiglia moltissimo all’autrice di questo romanzo. Anna ha un caratteraccio, s’incazza, va in crisi, beve troppo e non ha paura quando deve partire per i luoghi più pericolosi del continente. Ama Michael, un inviato di guerra come lei, ma ama anche Nick, ricco e fascinoso inglese nullafacente. Poi, un giorno, tutto cambia e Mercy decide che le donne africane subiscono troppe ingiustizie. È ora di ribellarsi. Mercy trascinerà Anna in una lotta memorabile contro le case farmaceutiche.

«L’unica cosa che non vera è la figura di Mercy, purtroppo», dice Lara da Taos, New Mexico, dove oggi risiede con sua figlia dopo una decina di anni di Africa. «In Africa la gente non conosce i propri diritti, così come non riconosce le istituzioni. È ancora legata a dinamiche tribali, ma spero sempre che succeda qualcosa e che l’Occidente cominci a vedere, a guardare quello che sta succedendo. Di certo non c’è più tanto tempo a disposizione». Anche l’amore per due uomini è autobiografico: «Be’, anch’io, come Anna, in quel periodo avevo bisogno di due uomini, forse per il lavoro che facevo. Non ero pronta per sistemarmi». Grazie a Mercy (e a Lara Santoro) apriamo gli occhi sull’Africa ma non solo: in fin dei conti qui il Continente Nero non è altro che la metafora di «un mondo bello e in rovina», come ha detto qualche tempo fa Alice Sebold. Lara Santoro, ha aggiunto la scrittrice del best seller Amabili resti, ha scritto un romanzo «fabulous». Se ne è accorto anche il produttore inglese Charles Steel (L’ultimo re di Scozia, Prendimi l’anima) che ha già acquisito i diritti cinematografici. La sceneggiatura porterà la firma di Francesca Marciano (già sceneggiatrice di Salvatores e Cristina Comencini).