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L'Africa senza Karen Blixen

Autore: Cristina Taglietti
Testata: Il Corriere della Sera
Data: 24 gennaio 2009

Una donna bianca e il continente nero: la bellezza struggente del paesaggio, il destino tragico di gran parte del suo popolo. Bisogna dimenticare Karen Blixen per leggere Il mio cuore riposava sul suo, di Lara Santoro (nella foto), giornalista di origine italiana che scrive in inglese, inviata di guerra per giornali americani come Newsweek e Christian Monitor Science. Il libro, uscito la settimana scorsa da e/o (traduzione di Adele D' Angelo, pp. 262, 18) e già entrato nella classifica italiana dei più venduti, sposa, trasformandoli, alcuni cliché del filone «l' Africa vista dai bianchi» e del filone «inviati di guerra». A cominciare dalla figura di Mercy, coprotagonista del romanzo con Anna, cronista alcolista e tendente alla depressione, divisa tra due amori: il reporter americano Michael, impegnato e serio, e il frivolo inglese Nick, ultimo esponente di un passato coloniale che non vuole passare. Mercy (che nella versione originale dà il titolo al libro) è una specie di Mamie alternativa, donna di servizio vestita di top attillati che un tempo spacciava muratina (una specie di micidiale whisky illegale, distillato in casa) negli slum più poveri di Nairobi e ora dispensa saggezza e lezioni di realtà alla donna bianca troppo concentrata su se stessa e sulla sua instabilità. Sarà lei, Mercy, insieme a padre Anselmo, liberamente ispirato al missionario comboniano Alex Zanotelli, a spingere Anna ad indagare sulla piaga dell' Aids che decima adulti e bambini e arricchisce le industrie farmaceutiche e a trascinarla in una vera e propria battaglia. Un po' mélo, un po' romanzo di denuncia, il libro di Lara Santoro ha ritmo narrativo e offre pagine molto vivide e realistiche che prendono allo stomaco. Peccato per l' epilogo - Mercy diventa una specie di leader politica e guida una marcia di protesta che conduce un milione di donne davanti al palazzo presidenziale di Nairobi - consolatorio e un po' improbabile.