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Delitto su due ruote per il commissario Attila

Autore: Renato Minore
Testata: Il Messaggero
Data: 14 settembre 2015

Le indagini della Sezioni Crimini, il nucleo dei reati sportivi dell’Esquilino, penetrano questa volta nel mondo del ciclismo. Il commissario Attila e la sua scalcagnata équipe di ex atleti, ex drogati, ex farabutti, scandagliano l’incidente mortale capitato al favorito del Giro d’Italia, durante un allenamento in cui anche un bambino avrebbe avuto difficoltà a farsi male. L’indiziato principale è l’avversario più agguerrito di quella stella del pedale finito insanguinato sull’asfalto, con qualche sospetto di doping; e anche il suo allenatore nasconde segreti e inghippi, celati nelle sue mail.
Altro noir a sfondo sportivo di Paolo Foschi Omicidio al Giro, dopo Delitto alle Olimpiadi, Il castigo di Attila, Il killer delle maratone e Vendetta ai Mondiali, che hanno creato un felice clima seriale ben riconoscibile di capitolo in capitolo. Scontroso, eccentrico, amaro, ex pugile tradito da un ginocchio a pezzi, Attila è commissario all’antica: pedinamenti, interrogatori magari conditi da qualche sonoro ceffone quando è necessario, congetture logiche, soprattutto intuito, molto intuito. E, naturalmente, molto rimpianto per i bei tempi alla Maigret «senza tutte le menate del garantismo, dei diritti degli indagati, delle investigazioni scientifiche».
BANDA
Con la sua banda, dove c’è anche un ex ciclista dopato diventato poliziotto, Attila si muove a modo suo nel mondo a volte torbido della bicicletta, con rimandi alla sua più cruda realtà (anche alla vicenda Pantani). In più è bloccato dai tormenti del cuore, il suo compagno vorrebbe un figlio e, dinanzi alla sua incertezza, l’ha abbandonato. Ed è coinvolto anche in una rissa notturna con alcuni naziskin che beffeggiano la sua omosessualità. In ogni caso, con l'ansia nevrotica che lo rende burbero e scontroso, disilluso, ma anche spinto dal desiderio di “giustizia” che può anche truccare i mezzi per realizzarsi, Attila dipana la sua matassa. L’inchiesta prima sembra insabbiata e poi riparte, grazie a un’intuizione casuale che porta a scoprire il vero (involontario) assassino, proprio quando il Giro, nella sua prima tappa di cronometro a squadra, approda a Sanremo. Grazie anche a una vice molto efficiente, ma pure lei sentimentalmente molto vulnerabile, la squadra sciamannata di Attila mette a segno un’altra vittoria, anche se con un’imprevista e dolorosa sparatoria finale. Ed è pronta, ben rodata per la prossima avventura. In quale disciplina sportiva la vedremo in azione?