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Massimo Carlotto, un nuovo caso per l'Alligatore

Autore: Patrizia Debicke van der Noot
Testata: Mente locale
Data: 5 novembre 2015
URL: http://www.mentelocale.it/67462-massimo-carlotto-nuovo-caso-alligatore/

Per tutto l'oro del mondo, il nuovo noir con protagonista il detective privato Marco Buratti. Un duplice omicidio nel padovano. Mentre risuonano le note del jazz

Con Per tutto l’oro del mondo di Massimo Carlotto (E/O, 2015, 192 pagine, 15 euro) ancora una volta risale gloriosamente in scena Marco Buratti, l’Alligatore, l’inossidabile detective privato senza autorizzazione che odia la violenza. Il personaggio chiave del trio anche stavolta è accompagnato, o meglio spalleggiato dal suo socio ciccione, Max la Memoria - che coabita con lui nel bell’appartamento padovano donato da una ricca cliente svizzera - e da Beniamino Rossini che si è comprato un nuovo splendido yacht e circola quasi sempre armato del suo fucile a pompa. Con le loro storie, nostalgie del passato, ricordi tristi, felici e umane debolezze sono dei personaggi, anzi dei protagonisti, che trasudano perfida bontà e crudeltà sopraffina ma spesso più realistici di quelli veri. Altruisti, con il cuore in mano, sempre alla ricerca di fare del bene in qualche modo, anche a costo di rimetterci di tasca propria. Posso testimoniare! E io mi diverto. Perché Massimo Carlotto, che non avrebbe certo bisogno di presentazioni o lodi da parte mia, però lo dico lo stesso, è qualcuno che sa mischiare molto bene scene e dialoghi di puro spasso con frasi che tagliano e cuciono e argomenti affilati come rasoi che tranciano svariati usi e costumi attuali. Stavolta, suo principale bersaglio sono le rapine nelle ville del padovano, nervo scoperto per un territorio sempre sugli attenti e sul chi vive (la pancia giustizialista del Veneto) e che troppo spesso reagisce e molto male. Eh già, perché Massimo merita fino in fondo l’appellativo di esponente di spicco del noir Mediterraneo, sottogenere (si dice) del noir tradizionale. Noir mediterraneo che poi non è un movimento vero e proprio a sé , ma un qualcosa di percepibile che sa mischiare certa innegabile bellezza dei luoghi (nello specifico caso di Carlotto: la Sardegna, il mare, la costa francese e dalmata) all’orrore dei crimini collegati. Stavolta però lo scenario padovano s’impone per buona parte della storia. Marco Buratti (l’Alligatore) dopo aver rifiutato il caso della bella donna che l’arrapa e che, invece di tradire il marito, va a cantare in un club di jazz, dice di no sdegnato anche a qualcosa di ben più duro - ma la faccenda puzza di marcio - che gli vien proposto da Nicola Spezzafumo, Nick l’orafo: scoprire chi ha organizzato una rapina nella villa di campagna di un industrialotto del cashmere del Nordest, finita con un duplice brutale omicidio. Ciò nondimeno l’Alligatore che si annoia ha bisogno di un caso e in più il cuore tenero del “trio” decide che il figlio dodicenne di una delle vittime ha diritto a un risarcimento. Marco Buratti e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max la Memoria, che appurano presto l’inaccettabile perversione della verità, si troveranno coinvolti in uno spaventoso intrigo criminale privo di ogni coscienza e che trasuda oro e vendetta, insomma in una specie di trappola infernale dove solo il male fa da padrone. Per loro fortuna hanno buoni amici vicini e lontani e alcuni favori da incassare. Vinceranno ancora una volta? Probabile, senz’altro. Ma attenti tutti e in guardia! Certi conti del passato non sono mai chiusi completamente. Cosa li aspetta dietro l’angolo, minacciosamente nascosto dalla grinta decisa della bella bionda in tailleur nero firmato?