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Si può morire in tanti modi!

Autore: Valerio Calzolaio
Testata: Il Salvagente
Data: 23 febbraio 2009

Sudafrica. 25-31 dicembre 1993. Un sacco di cadaveri, bare, cimiteri informali. Toloki e Noria si ritrovano nella grande città sul mare a 38 e 35 anni. Erano nati nello stesso minuscolo villaggio molte centinaia di chilometri all’interno e si erano incontrati bimbi trentanni prima. Lui piccolo tozzo bruttissimo e puzzolente. Lei bella slanciata flessuosa con la risata contagiosa di allegria e il canto ispiratore d’arte. Lui ha tentato mille lavori e ora fa il Dolente Professionista, girando per funerali e dormendo al porto, eremita casto; lei ha saputo intrattenere gli uomini, ha avuto due figli uccisi e ora aiuta una donna e gli orfani fra le baracche (meno di una township). Entrambi hanno assistito a continue violenze, alla strisciante guerra civile fra etnie e tribù, poveri e ricchi, deboli e potenti, neri e bianchi, donne e uomini. Non indagano, non si ribellano, non cercano giustizia, vivono in tanti modi e forse, nel nuovo anno, cominceranno a farlo insieme. Un romanzo di negritudine universale (noir in questo senso), di mesta bellezza, di biografia sociale il terzo tradotto in italiano del grande sessantunenne Zakes Mda (Si può morire in tanti modi!, e/o 2008, pag. 225 euro 17; orig. 1995 trad. Claudia Valeria Letizia), insegnante di scrittura creativa in patria e negli USA, in prima che è una terza persona, un utile punto di vista sul paese dell’apartheid (usanze e religioni, diritti e doveri, amori e famiglie), senza storia evenemenziale (luoghi e fatti), più sottilmente colto e politico. Comincia da “Astro del ciel”, si mangia poco sano.