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"Mafie e bande. Il nuovo noir è l'attualità"

Autore: Laura Mari
Testata: Repubblica Sera
Data: 10 novembre 2015

Meno letteratura, più fatti di cronaca. I noir devono ispirarsi alla realtà, ad accadimenti reali. Sono i lettori stesso a richiederlo». Ne è convinto lo scrittore Massimo Carlotto, autore del nuovo libro Per tutto l’oro del mondo, pubblicato da edizioni E/O. Un noir in cui il protagonista è sempre l’investigatore Massimo Buratti, alias l’Alligatore. A due anni di distanza da una rapina nelle ville del Nordest finita in duplice omicidio, l’Alligatore viene contattato per indagare sul crimine. Il suo cliente è giovane, ha appena dodici anni ed è il figlio di una delle vittime. Buratti e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max La Memoria, si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili.

Carlotto, perché ha deciso di affrontare un tema scottante e di attualità come quello delle rapine in villa?

«Vivo a Padova, in un territorio dove ormai è pressante e costante il discorso su come difendersi dalla criminalità. Ovunque vai, al bar, al ristorante o al parco, c’è qualcuno che dice di non sentirsi difeso dallo Stato. E, soprattutto, si sente sempre più spesso chi afferma di non sentirsi parte dello Stato. La violenza, le rapine, la necessità di allargare i confini della legittima difesa sono argomenti che vengono poi cavalcati dai politici di alcuni partiti che approfittano dell’onda emozionale. Insomma, il tema delle bande di confine che rapinano le ville del Nordest è profondamente attuale. È un nervo scoperto e mi è sembrato giusto parlare di attualità».

Non pensa che i critici possano attaccarla, sostenendo che abbia scelto un argomento scottante e al centro delle cronache solo per vendere più copie del suo libro?

«Delle critiche ormai mi curo poco, ne ho ricevute talmente tante da capire che di motivi per contestare un romanzo ce ne sono sempre milioni. Negli ultimi tempi sono arrivato alla conclusione che il noir debba raccontare la realtà, non può basarsi su fatti creati ad hoc per la trama. C’è una forte richiesta, da parte del lettore, di cronaca. Sono loro a chiedere storie vere, libri che aiutino a riflette- re e che, magari, possano aiutare a cambiare la realtà. A migliorarla. Ormai quando vado in giro per l’Italia a presentare un libro il pubblico fa domande sempre più legate alla cronaca che alla letteratura».

Il protagonista di questo romanzo è, ancora una volta, Massimo Buratti. Ovvero, l’Alligatore. Dal primo libro che ha scritto sono passati vent’anni anni, come è cambiato Buratti?

«Innanzitutto è invecchiato, perché non ho la concezione americana di un mondo che cambia e si evolve mentre un personaggio resta sempre giovane e uguale a se stesso. L’Alligatore anche in Per tutto l’oro del mondo vive all’esterno della società, si è ricavato una piccola nicchia da cui osserva il mondo e la realtà. Ma, soprattutto, ha orrore della nuova criminalità e la guarda con distacco e riprovazione».

Per quale motivo? In cosa si differenzia la criminalità di oggi da quella di due decenni fa?

«È una criminalità senza confini, multinazionale e globale. Attacca i cittadini, la loro salute. Basta citare i casi della sofisticazione alimentare e della Terra dei fuochi. È una criminalità fatta di bande, dove imperano nuove mafie che coinvolgono anche le istituzioni. Ultimo esempio, Mafia capitale».

Perché il noir è il genere che continua a vendere di più in Italia?

«La differenza è tutta nel finale. Il poliziesco è un romanzo dove il bene vince sul male. Il noir sovverte la struttura, non c’è un finale prestabilito e felice. Anzi. E forse ormai la gente si è abituata a non illudersi».

Quale sarà l’argomento del suo prossimo romanzo? Se dovesse scegliere un tema di attualità, su quale si concentrerebbe?

«Sicuramente il Vatileaks 2 e quanto accade all’interno delle mura delle Santa Sede offrono molti spunti. Ma al momento mi sto concentrando sulle operazioni clandestine della polizia. Ho già raccolto parecchio materiale, atti giudiziari, inchieste».