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“Lettera di un omosessuale alla Chiesa”

Autore: Silvana Iannaccone
Testata: La Gazzetta di Lucca
Data: 23 novembre 2015
URL: http://www.lagazzettadilucca.it/cultura-e-spettacolo/2015/11/lettera-di-un-omosessuale-alla-chiesa/

“La Chiesa afferma di accogliere tutti, anche gli omosessuali, e che quest’accoglienza non significa riconoscere il matrimonio. Eppure, a me pare che il senso sia così stretto, necessario inscindibile!”.

Sono le parole scritte da Eduardo Savarese nel suo ultimo libro Lettera di un omossessuale alla Chiesa di Roma che sarà presentato nel salottino della libreria UBIK sabato 21 novembre alle 17. Sarà un dialogo con Raffaele Ciampi, presidente LuccAut e Monsignor Mauro Viani, parroco e docente di teologia.

“La natura ha le sue regole” e pure esistono infinite eccezioni che ne fanno parte. Una delle regole della natura è la divisione dei sessi in maschile e femminile. Lo scopo, è assicurare la conservazione della specie, anche qui c’è un’eccezione, l’omosessualità. E’ veramente un’eccezione?

Se esistono il bianco e il nero, c’è anche il grigio. L’arcobaleno è fatto di tanti colori senza una transazione nitida fra loro, si sfumano. Così è l’essere umano, così è la natura. Tante differenze con un’infinità di sfumature.

Spesso le differenze sono erroneamente identificate come diversità e, per chi la vive, crea ansie, paure. Quando si parla di differenze fra gli uomini, popoli, razze, cultura, la Chiesa parla di amore incondizionato che deve unire e non dividere.

Amore è la porla chiave. Quando due persone si amano, è meraviglioso. Esiste l’amore di un genitore verso i propri figli, nell’amicizia, fra un uomo e una donna. Esiste l’amore anche fra persone dello stesso sesso. Se la Chiesa parla di bene, amore, perché allora ragiona in modo arcaico aggrappandosi alla “tradizione”.

Eduardo Savarese è Magistrato e riconosce l’importanza dei diritti, dell’equilibrio e dell’imparzialità. E’ cattolico e non vuole fermarsi al solo riconoscimento del matrimonio laico fra persone dello stesso sesso. Invoca la benedizione di Dio.

Il suo libro ha una forte energia, aiuta a credere fortemente in se stessi.

Già leggendo il titolo Lettera di un omossessuale alla Chiesa di Roma, il lettore si pone la prima domanda. Perché una persona omosessuale ha avuto la necessità di scrivere una lettera alla Chiesa di Roma?

L’esigenza di scrivere nasce dal fatto che sono credente e che la Chiesa cattolica non riconosce la pienezza di vita della mia natura, è un tentativo di tracciare un nuovo percorso.

L’omosessualità in alcuni casi viene identificata come diversità. Perché?

Credo che l'omosessualità abbia delle specificità, di vario genere e di altrettanto varia origine: cosa naturale e di per sé eticamente neutra.

Benedetto XVI, ha affrontato il tema del gender parlando di “autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore”. Cosa ne pensa?

Se è vero che non esiste una teoria del gender, è anche evidente che talvolta la lotta contro le discriminazioni tende ad annacquare le differenze naturali e culturali, in sostanziale disarmonia con la creazione. In questi termini mi pare di potermi dire d'accordo con Ratzinger.

In natura gli esseri viventi sono identificati come maschio e femmina, attenti alla conservazione della specie. Negli esseri umani l’unione fra un uomo e una donna da vita alla famiglia, riconosciuta sia dallo Stato che dalla Chiesa. Cos’è per Lei la famiglia?

La famiglia è il luogo di trasmissione degli affetti e dell'educazione, nel senso di una visione precisa di vita e morteVisto con gli occhi di un laico il matrimonio non è altro che un contratto che tutela due persone.

Perché nonostante la Corte Costituzionale abbia riconosciuto la condizione omosessuale nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, non va avanti concludendo con il matrimonio anche con l’unione fra due persone dello stesso sesso?

La Corte costituzionale, con una interpretazione storica della costituzione, riconosce che il matrimonio nel diritto italiano esige requisito della diversità dei sessi: spetta al Parlamento e non alla Corte modificare il profilo dell'istitutoMettiamo il caso che in Italia una coppia omosessuale possa sposarsi civilmente, perché si dovrebbe convincere anche la Chiesa?

A questo punto, per due persone che si vogliono bene cosa cambierebbe?

Per due persone non credenti nulla, per persone credenti moltissimo. Io però credo che la benedizione non dell'istituzione Chiesa ma della Chiesa come corpo di Cristo abbia un effetto pacificante generale e positivo per tuttiL’amore è la sostanza della vita cristiana.

Allora perché la Chiesa non accetta il matrimonio fra omosessuali?

La sostanza della vita cristiana è l'amore di Cristo e per Cristo, che porta l'amore per i fratelli. Non basta ciò a legittimare il matrimonio omosessuale. Il passaggio è: questo matrimonio ha davvero significato e può essere introdotto senza violentare la tradizione (anche laica)? Per me sì, ma bisogna argomentare! Mai come in questo periodo la Chiesa è in uno stato di confusione con molti scandali. Non crede che abbia dettato troppo delle leggi che limitano la natura dell’uomo portando alcuni preti “deboli” a una sorta di perversione? Se questa fosse la ragione, è perdonabile? La chiesa sconta la propria sessuofobia e dovrebbe seriamente interrogarsi

Ritorniamo alla famiglia. Molte coppie omosessuali hanno avuto la possibilità di avere dei figli con l’adozione o con la maternità surrogata. Lei condivide?

Direi di sì e lo sostengo nel libro, mi restano dubbi. Mettiamo il caso, per assurdo, che un bambino prima di nascere abbia una possibilità di scelta.

Dando per scontato che sarà accolto con amore, secondo lei, preferirà crescere in una famiglia con una mamma e un papà, con due mamme o con due papà?

Non credo nelle preferenze, sono fuorvianti, la vita è ciò che accade e che deve accadere. Bisogna chiedersi da adulti cosa è famiglia, bisogna parlarne a fondo. Questo in Italia non si fa.

Lei è magistrato, dunque un uomo che crede nella Giustizia. E’ cattolico e crede nell’amore verso Dio. Cosa si aspetta dal suo Dio?

Dio mi ha dato di essere suo figlio! Cosa posso chiedere di più?