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Per sempre

Autore: Erminio Fischetti
Testata: Mangialibri
Data: 14 gennaio 2016
URL: http://www.mangialibri.com/libri/sempre-1

Varga e Torregrossa se lo caricano in spalla mentre gli altri li scortano, armi in pugno. Mai e poi mai lo hanno visto in quello stato prima di quel momento. Trema. Non si regge in piedi. Uno come lui, il loro capo… Zeno, uno dei poliziotti del branco, li fa entrare nel suo appartamento: si tratta del primo posto che è venuto loro in mente. Inoltre, è senza dubbio quello meno pericoloso. Per lui e per tutti loro. Lo lasciano cadere sul divano. Parla da solo. E loro non sanno cosa fare. Lo guardano. Meglio, lo fissano. Imbambolati. Zeno chiede che cosa stia dicendo, e Carmine, ispettore dell’anticrimine, gli risponde che è evidente che il suo vecchio amico Biagio Mazzeo è sotto choc. Forse avrebbe bisogno di un medico, ma il rischio che correrebbero tutti loro è decisamente troppo grande. Non resta, dunque, che aspettare. Lo prendono insieme, di peso, e lo buttano nella vasca da bagno, riempita d’acqua calda. Passano alcune ore. L’ispettore Varga, ex NOCS, sente dei rumori provenire dal bagno. Si alza. Hanno fatto i turni per sorvegliarlo. Non hanno voluto lasciarlo da solo nemmeno per un solo istante. A quel punto Varga se lo vede venire incontro: Biagio è vestito e asciutto. Si direbbe che non sia successo proprio niente, a uno sguardo superficiale. Ma gli abiti e gli anfibi sono sporchi di sangue. E poi gli occhi sono diversi. Spenti. Qualcosa, al loro interno, non fa più luce. E dà l’impressione che non la farà più. Per sempre. Varga sussurra il suo nome. “Biagio…”. Si abbracciano. Ma la mano di Mazzeo trema. Ai polsi, la carne è ferita dalle manette. L’anello all’anulare non c’è più. Biagio, finalmente, parla. Vuole un’auto. E una pistola…

Piergiorgio Pulixi ha uno stile aspro e scabro, che ricorda molto da vicino quello del suo maestro Massimo Carlotto, curatore della collana che pubblica Per sempre e creatore del collettivo di scrittura Sabot di cui infatti non a caso il giovane e bravo autore cagliaritano fa parte. Il modello è palese, ma Pulixi ha una prosa originale e per certi versi pure migliore e più interessante, che si legge con piacere anche se il genere dei suoi romanzi non dovesse essere proprio il preferito: ampio ma asciutto, non concede un attimo di noia. Per sempre è il terzo romanzo che ha come protagonista Biagio Mazzeo, da sempre il capo indiscusso del suo branco di poliziotti corrotti che spadroneggia nei meandri più oscuri della città. Nel corso della serie di libri però il personaggio si è evoluto, e ogni volta si è fatto più sfaccettato e intrigante. Ora trema, lo sguardo è vacuo. Il branco teme per lui. Ferito nel corpo e ancor di più nell’anima, ha smarrito il ricordo tangibile di quello che è stato per lui l’incontro con la mafia cecena, orribile e devastante. Quando lo ritroviamo infatti all’inizio del romanzo sembra non essere più lui, e a quel punto l’autore ci fa fare un passo indietro. Ci fa vedere cosa gli è capitato. Cosa ha dovuto affrontare. Quali delitti ha compiuto. Con chi e cosa ha avuto a che fare (tradimenti, criminalità organizzata, omicidi, droga, prostituzione…). Ma Mazzeo non è banalmente un criminale e un disonesto che si sente al di sopra del bene e del male, è molto di più. È un uomo malvagio e debole, alla deriva, pieno di ossessioni e di tormenti che non gli danno mai pace. Come quella canzone che tanto gli piace e non gli dà pace. Per sempre.