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Un laborioso incantesimo

Autore: Alice Ferney, Le Figaro
Testata: Internazionale
Data: 15 gennaio 2016

Per il suo ritorno in libreria dopo L'eleganza del riccio, Muriel Barbery non ha scelto una via semplice né affrettata. Nove anni di lavoro hanno nutrito Vita degli elfi e l'ambizione letteraria si percepisce a ogni riga. Ispirazioni molteplici attraversano le pagine, da Jules Verne a J.K. Rowling, ma anche Jean Giono e Sylvie Germain, perché l'intreccio mescola natura, arte e magia. Sotto il comando di Aelius, un elfo diventato malvagio, nuovo avatar del famoso Voldemort, le forze del male vogliono la distruzione del mondo degli uomini. Saranno combattute da Clara e Maria, ragazzine dai grandi poteri, che il mondo elfico ha allevato per instaurare, in guerra, l'alleanza tra gli elfi e gli uomini. Maria, che comanda le nubi, parla agli alberi e agli animali, vive in mezzo ai contadini borgognoni. Clara, giovane pianista prodigio, dagli Abruzzi a Roma, esercita gli incantesimi della musica anche sul lettore. Muriel Barbery ha composto un inno all'antica complicità tra le mani, lo spirito e la natura. E non è un caso se la battaglia che immagina ha al suo centro il clima. Da un capitolo all'altro il lettore is muove tra Maria e Clara, tra Roma e la fattoria di Combes. Molti personaggi, uno più straordinario dell'altro circondano le due maghe. Ci sono saperi ancestrali, visioni, miracoli, trombe, turbini opachi, animali fantastici, misteri, profezie, contemplazioni. Tutto è vibrante, sacro, ineffabile, mitico, infinito. E' il rimprovero che si potrebbe fare a Muriel Barbery: tutto è esagerato e il libro è pieno di paroloni. Ma is può parlare di magia senza farla? L'autrice, lo si intuisce, le tenta tutte perché il suo lettore veda e creda. Sfida e valanga letteraria, il libro è fitto come una foresta che sembra far barriera alla lettura, Muriel Barbery si è assunta la responsabilità di fare tutto ciò che un editore sconsiglierebbe: frasi sopra le righe, grandi formule, retorica dell'insondabile e dell'inenarrabile. Si va avanti di perla in perla, alcune magnifiche, altre troppo arzigogolate. E' quasi impossibile tirare il fiato. E tuttavia l'incantesimo fa effetto. E' il contrario dell'economia di mezzi: il massimo dell'accumulo, del lirismo deliberato, qualcosa che è difficile da scrivere e pesante da leggere. Questo è un libro che si può ammirare e detestare allo stesso tempo.