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Il bel tempo di Tripoli

Autore: Luca Benedetti
Testata: Mangia libri
Data: 2 febbraio 2016
URL: http://www.mangialibri.com/libri/il-bel-tempo-di-tripoli

“Camerati del Meridione, benvenuti all’inferno”. Vengono salutati così Filippo Salerno ed il suo 256° Battaglione appena sbarcati a Massaua. Il contingente italiano è composto dall’esercito regolare e dai volontari: la prospettiva di diventare i padroni di quel territorio lontano, di farlo diventare una parte dell’Italia ha raccolto proseliti in tutta la penisola, gente della Milizia, gente iscritta al partito e gente senza arte né parte. Di questi molti sono proprio nel battaglione di Salerno ed il loro primo avversario è il caldo. Le razioni di ghiaccio vengono distribuite. Non va sciolto, non va bevuto: serve, invece, per prevenire i colpi di sole e per questo va sistemato sotto i caschi. Gli uomini sono stanchi, alcuni si lamentano, altri scherzano, altri vogliono una donna, ma sono tutti lì. Pensano alle terre promesse, alle famiglie in Italia, all’essere là “per far grande l’Italia” e rendere omaggio al Duce, l’uomo a cui tutti danno incondizionata fiducia. Un nome gira tra gli uomini, Adua. Ed una data, 1896. Bisogna far dimenticare quella sconfitta e conquistare la “piazzaforte del Negus”, così titoleranno i giornali, così quei soldati vogliono far parlare di sé in patria…

Questo libro, in realtà, nasce tanto tempo fa, dall’incontro tra il giornalista Angelo Angelastro ed il reduce Filippo Salerno, soldato, capo ufficio stampa della Milizia fascista in AOI durante l’avventura coloniale italiana ed anche fotografo. Proprio dalla sua produzione fotografica, a metà degli anni ’80, Angelastro organizzò una mostra che definì “occhio indiscreto e disilluso del fascismo coloniale”. Da lì, l’idea di un reportage più approfondito e di raccontare al microfono quegli anni in Africa sotto la bandiera fascista dell’ormai settantanovenne Filippo Salerno. Una documentazione corposa, tredici ore di nastri in cui “il resoconto politico-militare sconfinava volentieri nei territori del diario intimo”. Poi la separazione legale di Angelastro, il congelamento dei beni e l’impossibilità di riavere quelle registrazioni fino al 2012. Quello che ne emerge oggi sotto forma di libro è lo spirito del tempo in cui vennero dettate, così cariche di confidenze e di indiscrezioni (fuori dai libri di storia) che prima, altrimenti, sarebbero state impossibili. Erano passati anni e tanta storia da quell’intenso periodo africano, una parabola illusoria della politica italiana, una grande macchina di propaganda, foriera di ricchezze e fortune per tutti, che, però nascondeva un forte bisogno di “rivalsa storica e rivincita militare”, la cosiddetta prospettiva dell’Impero che, al contrario, non aveva quell’organizzazione e quella fortuna che quel grande sforzo bellico avrebbero richiesto.