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Per Claudia Cardinale io ero "Occhi belli"

Autore: Rolando Repossi
Testata: Dipiù
Data: 4 marzo 2016

L'abbiamo intervistata pochi giorni fa sul numero 8 di Dipiù: lo spunto dell'articolo ci era stato dato dal suo ritorno al cinema con il film L'ultima fermata. Nel frattempo, i critici l'hanno applaudita proprio per la sua nuova interpretazione.

Ma ora di Claudia Cardinale torniamo a scrivere perché l'attrice è di nuovo alla ribalta per un altro dei suoi bellissimi film, Il giorno della civetta, che girò cinquanta anni fa. E la vicenda di cui vi parleremo, anche se avvenne proprio durante la lavorazione di quel film, non è mai stata narrata.

Si tratta di una straordinaria storia d'amore fra l'attrice, allora ventinovenne, e un bambino di nove anni.

Una storia che solo i bambini sanno immaginare con la loro straordinaria fantasia. Dunque è il 1967, siamo in Sicilia, nel bel mezzo di una delle estati più calde di sempre. Il vento di scirocco spazza ininterrottamente da sud a est le coste e l'entroterra dell'isola e il regista Damiano Damiani arriva nella cittadina di Partinico, a trenta chilometri da Palermo, per girare un film tratto dal libro di Leonardo Sciascia Il giorno della civetta.

I protagonisti del film sono Franco Nero, dopo aver girato il western Django (1966), e Claudia Cardinale, all'apice del suo splendore, bella da mozzare il fiato.

Con la sua presenza, l'attrice scalda gli animi dei cittadini di Partinico, li turba, li fa sospirare. A innamorarsi di lei sono in tanti, ma l'unico che attira l'attenzione dell'attrice è un bambino non ancora ragazzo che la segue ovunque. Nessuno può immaginare che quel ragazzetto, che si chiama Amedeo La Mattina, da grande diventerà un giornalista del quotidiano La Stampa e che, prendendo spunto da quell'amore per la Cardinale, che allora aveva ventinove anni, scriverà un libro e lo intitolerà L'incantesimo delle civette.

Una storia romantica e commovente, quella raccontata dal giornalista nel suo libro, che inizia quando lui e l'attrice si vedono per la prima volta nella villa in cui lei è ospite durante le riprese del film. Quando lui la incontra, lei è al tavolo con Franco Nero e Damiano Damiani. Ha gli occhi profondi e truccati, le labbra carnose, le gambe sottili.

Lui non ha mai visto una donna così bella. E non riesce a staccare gli occhi dal vestito che indossa. Un vestito estivo che lascia intravedere il seno dell'attrice sotto il tessuto sottile.

Al ragazzetto manca la parola. A farsi avanti è lei. «Ma che occhi belli che hai, potresti fare l'attore», gli dice. E lui, dopo quel complimento, perde la testa. L'attrice si alza dal tavola, gli spazzola i capelli con la mano e si ritira nella sua stanza, lasciandosi dietro uno strascico di profumo.

«Non respirai più, dopo quelle parole il mio cuore si fermò. Io per lei ero "occhi belli" e non mi sembrava vero», mi racconta ora Amedeo La Mattina. «Quella sera raccontai a mia madre che Claudia Cardinale mi aveva chiamato "occhi belli", lei si riempì di orgoglio, Anche se ero solo un bambino, si trattava comunque di un complimento che arrivava da una delle più belle attrici del mondo».

Ma torniamo alla storia. Per seguire la Cardinale durante le riprese del film, lui passa l'intera estate del 1967 sul set. La osserva, da lontano e da vicino. La segue e non la perde d'occhio nemmeno quando lei prova le battute nella villa in cui dimora. La Cardinale passa ore e ore a provare. Gesticola, gira sensualmente la testa da una parte e dall'altra e ripete spesso una frase in dialetto che stenta a pronunciare: «Pigghiavu cicoria e cavuliceddi», in italiano "raccoglievo cicoria e cavolini selvatici".

Non riesce a rendere credibile l'accento, nonostante le sue lontane origini siciliane. Il ragazzetto nota che mentre l'attrice prova le battute, suda. Però, agli occhi dell'amore nemmeno il sudore può sembrare fastidioso. Per quel piccolo le gocce di sudore che solcano la pelle della Cardinale sono piccoli brillanti di acqua lungo un collo meraviglioso. Il massimo della eccitazione la raggiunge quando lei si asciuga il labbro "capriccioso e imperlato" con un elegante movimento del dito indice. Il pensiero è quasi a luci rosse. Ai suoi occhi non è una donna comune, è un bicchiere di acqua fresca nella gola. Un bicchiere da cui vorrebbe bere soltanto lui. Ma la cardinale non può essere soltanto per lui: è un'attrice, è una donna spontanea e parla con tutti. E questo il ragazzo proprio non lo riesce a digerire. Perché l'amore è anche possesso, gelosia. Quando l'attrice deve girare alcune scene nella piazza di Partinico, il ragazzo non sopporta che gli altri la guardino, la valutino, respirino la stessa aria. E' disgustato dai suoi concittadini, che definisce zoticoni e che lanciano occhiate languide alla sua innamorata, spogliandola con lo sguardo. La cosa che più di tutte lo fa impazzire di rabbia è quando accompagnano agli guardi frasi e complimenti poco rispettosi, con un risucchio rumoroso di saliva. immaginando di infilare il naso tra le gambe profumate di Claudia. Nessuno di loro sa che lui è l'unico a conoscerla bene, per davvero. Nesuno sa che lui, per la Cardinale, è "occhi belli". Passano i giorni e un pomeriggio, nella villa in cui alloggia l'attrice, succede qualcosa di inaspettato. Dalla sua camera, chiede un secchio pieno di acqua. Per portarglielo, il ragazzetto entra per la prima volta nella sua stanza. Vestiti e scarpe sono sparsi ovunque assieme a occhiali da sole, reggiseni, mutandine, riviste di moda e di cinema Sul letto disfatto, vede un paio di libri. Lei è scalza, indossa un vestitino leggero verde muschio ma sembra nuda. «Quei vestitini che indossava facevano impazzire lutti», mi dice Amedeo La Mattina. «Fino a quel giorno, nessuna ragazza aveva osato metterli a Partinico e per noi era qualcosa di unico, uno spettacolo che mai ci saremmo sognati di incrociare con lo sguardo e una sbirciata, ogni tanto, la davamo». Tornando alla storia, quando la Cardinale riceve il secchio pieno di acqua, si affaccia dal balcone e lo versa sulla testa del direttore di produzione del film, che si trova sono. Lui, tutto bagnato, alzando la testa dice solo: «Ah, sei tu Claudietta...», perché alla più bella del mondo si perdona proprio tutto. Solo la mafia non perdona alla Cardinale, a Franco Nero e al regista Damiano Damiani di girare un film in Sicilia. Ascoltando i discorsi di alcuni concittadini, il ragazzo innamorato della Cardinale scopre che il boss di Partinico vuole rapire Franco Nero. Non sa che cosa fare, come muoversi, a chi comunicare quella notizia. Non può fare nulla: è troppo piccolo, inesperto. L'unica certezza che ha è che la sua amata è in pericolo, ma lui non può fare nulla da solo. Vuole difenderla e non sa come. Quando il regista Damiano Damiani riceve una lettera anonima su cui è scritto: "Questo bordello cinematografico dovete andarlo a fare da un'altra parte, subito" il cast decide di lasciare la Sicilia. Il ragazzo è distrutto, per colpa della mafia il suo amore sta partendo. Non ha nemmeno la forza di andare a salutare lei, la Cardinale, che, girando in Mercedes per il paese, però lo vede poco prima di andarsene. Quando lo scorge, chiede ali' autista di fermare la macchina. Il vetro posteriore si abbassa, Claudia allunga un braccio. «Occhi belli, perché non sei venuto a salutarmi? Vieni qua, avvicinati». Scen- ~~~~ de dall'auto, lo prende tra le sue braccia e lo stringe forte. Lui non ha la forza né di parlare né di muoversi. «Occhi belli, perché sei così triste?», gli chiede. Lui risponde con un filo di voce che gli dispiace moltissimo che stia andando via e gli dispiace che non sia stato capace di evitarlo. «Ma che cosa stai dicendo, occhi belli? Che cosa c'entri tu? Abbiamo finito di girare e si ricomincia da un'altra parte», lo rincuora la Cardinale. «Tu hai qualcosa di speciale dentro, non lo perdere». A quel punto torna a stringerlo forte, fino a impregnarlo del suo profumo. Poi prende un fazzoletto e glielo passa sul viso. «Non fare piangere i tuoi occhi belli. Vedrai che tra qualche ora ti sarai dimenticato di me e di tutti noi, con questa terra e questo mare che avete...». A quel punto torna in macchina e scompare. «Non la rividi mai più e nemmeno la andai mai a cercare», conclude il giornalista Amedeo La Mattina. «Ora, vorrei consegnarle il mio libro, vorrei capire se si ricorda di me, se per lei sono rimasto "occhi belli" così come lei, per me, è rimasta la donna più bella del mondo: il mio primo grande amore». E già, il primo grande amore può essere anche quello di un bambino e di una donna di ventinove anni. È un' altra forma di amore, ma sempre emozionante anche se platonica. Ma quel bambino l'ha vissuta. Chissà se Claudia Cardinale si è accorta di avere vissuto questo amore che un bambino, ora uomo, ha fatto uscire dal suo cuore per raccontarlo in un libro.