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La Venezia medioevale nel romanzo storico di Roberto Tiraboschi

Autore: Marta Pizzocaro
Testata: La Provincia pavese
Data: 24 marzo 2016
URL: http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/2016/03/22/news/la-venezia-medioevale-nel-romanzo-storico-di-roberto-tiraboschi-1.13176239

PAVIA. E' una storia medievale sulla nascita di Venezia che si tinge di mistero, quella narrata nel libro “La bottega dello speziale. Venetia 1118 d.c.” (e/o edizioni), che l'autore Roberto Tiraboschi presenterà oggi alle 18 alla Nuova Libreria Il Delfino, dialogando con lo scrittore pavese Massimo Marcotullio. Secondo volume della serie incentrata sulla nascita di Venezia - inaugurata da Tiraboschi nel 2013 con “La pietra per gli occhi” - il libro è ambientato in una Venezia medievale, sconvolta da una carestia devastante e dai festeggiamenti di un Carnevale dominato da istinti primordiali ed eccessi di ogni genere. E' in questo scenario che alcuni personaggi inseguono un sogno di rinascita, l’illusione millenaria di sconfiggere la morte, e che la giovane Costanza, della nobile famiglia Grimani, scompare nel nulla. E mentre lo scriba Edgardo promette alla famiglia di Costanza che riporterà loro la ragazza e si mette alla ricerca della fanciulla, medici, speziali, becchini, mercanti orientali, fiolari, molti sembrano coinvolti nel mistero della sparizione. Alleata di Edgardo è Magister Abella, una donna ambigua con l'esclusiva di svolgere la professione di medico nella Venezia del 1118, che accompagna la narrazione alla scoperta dei segreti e delle pratiche mediche di quell’epoca: insieme a lei il lettore entra nella bottega dello speziale Sabbatai, scaltro nano giudeo dai grandi segreti, che prepara rimedi e intrugli di ogni sorta. «Come “La pietra per gli occhi” di cui tornano alcuni personaggi, questo libro nasce da una grande passione per Venezia e per il Medioevo – dice Tiraboschi, nato a Bergamo e oggi diviso tra Roma e a Venezia, che in veste di drammaturgo e sceneggiatore ha scritto per diversi registi italiani, tra cui Liliana Cavani, Marco Pontecorvo, Silvio Soldini - Il Medioevo mi ha sempre affascinato, forse perché contiene in sé elementi un po' fantastici, un po' grotteschi e anche un po’ primitivi. Poi frequentando Venezia spesso per ragioni di famiglia, ho cominciato ad amarla e a chiedermi come poteva essere nel Medioevo: mi infastidiva il fatto che venisse sempre descritta la Venezia cinquecentesca o quattrocentesca dello splendore, dei grandi palazzi e delle ricchezze, e mai di com'era nata, delle lotte che stanno all'origine della creazione di questa città. Così ho iniziato a fare delle ricerche e le difficoltà degli abitanti di Venezia agli inizi, per recuperare terre, lottando contro il mare e contro i fiumi che sfociavano in laguna, con una grandissima fatica». E mentre nel recupera un passato mai narrato, Tiraboschi incanta ancora una volta il lettore con la ricostruzione minuziosa della toponomastica della Venetia “in fieri”, permettendogli di navigare nei canali con “gundule, peate e barene”.