Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

RECENSIONE || "La bottega dello speziale" di Roberto Tiraboschi

Testata: Officina del libro
Data: 19 aprile 2016
URL: http://officinadellibro.blogspot.it/2016/04/recensione-la-bottega-dello-speziale-di.html

Buongiorno, lettrici e lettori!

Finalmente vi riesco a parlare di questo noir che ho trovato fantastico. "La bottega dello speziale" di Roberto Traboschi, Edizioni E/O mi ha lasciata piacevolmente sorpresa, da tempo non leggevo un noir italiano così ben fatto.

Prima di raccontarvelo, vi consiglio di leggere "Gli occhi di pietra" che è il primo volume e che in qualche modo si collega profondamente a "La bottega dello speziale": il crimine, come l'indagine è a se stante ma alcuni personaggi sono legati da relazioni molto strette che ricompaiono in questo secondo libro.

Siamo a Venezia nel 1118 d.C., Edgardo ex scriba a Bobbio ha lasciato la tonaca e ora lavora nella casa di uno dei più grandi mercanti veneziani Tommaso Grimani. L'indagine nasce quando Alvise, il tutto fare e barcaiolo di Cà Grimani, si imbatte in un cadavere completamente composto e in perfette condizioni di una giovane, in laguna. Com'è possibile che il corpo della ragazza si sia così ben tenuto in acqua? La giovane viene subito rinominata la giovane delle margarite ed Edgardo viene posto così davanti al suo passato: la ragazza è forse l'amore della sua vita perduto due lustri or sono? Misteriosamente anche un'altra ragazza sparisce, la sorella della moglie di Tommaso Grimani. Riuscirà Edgardo a scoprire di che cosa ne è stato di Costanza? Che ruolo ha lo speziale Sabbatai del Lupo Coronato, la bottega più fornita di venezia, in tutta la vicenda?

Ecco che la storia si svolge grazie alle intuizioni di Edgardo, che aiutato da Magister Abella, una donna medico di grande fama e bravura, li porterà a investigare come uno Sherlock e uno Watson antichi ma non meno arguti e intelligenti. Insieme tra scienza e pedinamenti riusciranno a scoprire che cosa si nasconde sotto queste misteriose sparizioni e fare i conti con un passato che proprio non vuole saperne di lasciarli in pace.

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, lo stile di Tiraboschi è scorrevole ma non manca di descrizioni o di particolarità. Il racconto non solo intriga il lettore ma lo rende dotto di tantissime curiosità storiche ed eventi che hanno segnato quell'epoca, mischiandoli e dosandoli adeguatamente alla storia. Edgardo non è il solito protagonista, bello e audace, ma è storto, deforme e anche un po' cieco: l'intelletto e l'intuito sono ciò che lo distinguono dal resto del popolo. Il ritmo narrativo è alto anche se il lessico non è dei più attuali: spesso oltre all'italiano corrente, troviamo qualche parola latineggiante e a tratti le frasi dei servi in dialetto veneto. Alcune scene sono un po' raccapriccianti ma rendono bene lo spirito dell'epoca rimanendo comunque aderenti alle scene che si svolgono. La suspense e il mistero tipici del filone noir non sono sottovalutati anche se io ho capito prima della fine chi era il colpevole togliendomi un po' il gusto della sorpresa. L'inserimento del personaggio di Magister Abella è stato un colpo di genio dell'autore: il protagonista ha proprio bisogno di un'ottica femminile dotta e di buon senso nelle sue ricerche, rendendo il libro simpatico anche a un pubblico femminile.

Lo consiglio agli amanti del giallo e del noir, ma anche agli inguaribili del romanzo storico, proprio come me.

COPERTINA 7,5 | STILE 8,5 | STORIA 7,5