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Saleem Haddad: le rivoluzioni perdute

Testata: Rai Letteratura
Data: 19 maggio 2016
URL: http://www.letteratura.rai.it/articoli/saleem-haddad-le-rivoluzioni-perdute/33502/default.aspx

Inserito dal New York Times tra i cinque astri nascenti dopo le Primavere arabe, Saleem Haddad è l'autore di Ultimo giro al Guapa (tradotto dall’inglese da Silvia Castoldi per e/o): romanzo di una dolorosa formazione gay e insieme ritratto delle mancate rivoluzioni arabe. Scritto in prima persona, con tono lieve a dispetto della drammaticità degli argomenti trattati, il libro racconta di Rasa, dei suoi amici, delle loro difficoltà in un ambiente ostile. Il ragazzo ha studiato negli Stati Uniti, poi ha deciso di tornare nella città araba in cui è nato (una città di cui non si dice il nome, ma che riassume in sé tratti del Cairo, di Beirut, di Amman) nonostante qui l’omofobia regni sovrana. Non c’è nulla di semplice nella vita di Rasa: la nonna, a cui è molto legato, è stata la causa principale della depressione che ha spinto sua madre, ad abbandonare la famiglia; suo padre è morto di cancro quando lui era adolescente; il suo amico migliore Maj viene brutalizzato dalla polizia; le manifestazioni politiche che avevano acceso il suo entusiasmo sono state represse nel sangue e c’è il timore che per sfuggire al regime si finisca nelle grinfie dei fondamentalisti tutti preghiere e odio per l’Occidente; i giornalisti stranieri che lo utilizzano come interprete hanno a cuore solo i loro scoop. Ma il problema vero di Rasa è che il suo amato Taymour ha deciso di sposare una donna. Emozionante, sincero, di grande attualità.

Saleem Haddad è nato nel 1983 in Kuwait da madre iracheno-tedesca e padre palestinese-libanese. È cresciuto in Giordania, Canada e Gran Bretagna. Per Medici Senza Frontiere ha lavorato in Yemen, Siria e Iraq. Ha collaborato con il Centro di Studi Strategici dell’Università della Giordania. Vive a Londra dove lavora per Safeworld.