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PRIMA DI DIRTI ADDIO – PIERGIORGIO PULIXI

Autore: Nicola Campostori
Testata: Thriller Cafè
Data: 14 giugno 2016
URL: http://www.thrillercafe.it/prima-di-dirti-addio-piergiorgio-pulixi/

Con Prima di dirti addio, da pochi giorni presente nelle librerie e negli shop online, Edizioni e/o porta a compimento la saga di Biagio Mazzeo, l’ispettore creato da Piergiorgio Pulixi e protagonista di una delle più importanti quadrilogie noir apparse di recente in Italia.

Il magistrato Gualtieri arresta in Colombia il mega-latitante Pagani, il più grande narco-broker del mondo, che gestisce droga e soldi di tutte le cosche della ‘ndrangheta, praticamente colui che ha in mano il destino delle mafie internazionali. La sua cattura è dunque anche un atto di guerra per la conquista della leadership delinquenziale a cui ambiscono i cartelli messicani, e quando Sinaloa si mette contro la criminalità organizzata calabrese il risultato può essere solo uno: sangue. Si capisce che un uomo come Pagani, con tutti i suoi segreti, non può essere lasciato a lungo nelle mani dello Stato. Per penetrare nell’imponente sistema di protezione che gli è stato affibbiato gli ‘ndranghetisti decidono di servirsi di Biagio Mazzeo, il poliziotto già protagonista di Una brutta storia, La notte delle pantere e Per sempre. Mazzeo è uno stronzo, non è un poliziotto cattivo, ma un cattivo poliziotto. Pulixi non ha mai avuto la tentazione di virare verso una storia di redenzione e ciò gli ha consentito di creare un personaggio originale: corrotto, in combutta con la malavita che dovrebbe combattere, deciso a dominare incontrastato nella Giungla, la metropoli in cui lavora, gestendo in prima persona gli affari illeciti, garantendo così introiti esagerati per la sua cricca e un’apparente equilibrio in città. Senza scrupoli, come dimostra già in una delle prime scene del libro, quando sistema in maniera raccapricciante una delle pandillas che infestano le strade. Prima di dirti addio chiude la saga di questo sbirro e del Branco, i poliziotti che lo seguono nel suo destino criminale, usando gli eventi narrati nei libri precedenti come antefatto: dopo aver ucciso il capo della mafia cecena, Biagio ha subito la ritorsione di Vatslava, la donna che ne ha preso il posto, la quale ha costretto Mazzeo ad assistere alla morte di Nicky, la sua pupilla, data alle fiamme sotto gli occhi impotenti del poliziotto. Quella notte anche Biagio è morto. Se si trascina ancora in giro è per trovare la cecena e fargliela pagare; è disposto a tutto e, infatti, si è affiliato alla ‘ndrangheta per ottenerne il supporto nella sua ricerca. La posizione da cui parte in questo romanzo, dunque, non è più quella di potere e controllo che lo aveva sinora caratterizzato e la perdita lo ha reso, se possibile, ancora più spietato.

Gli attori in questa vicenda, così come gli interessi in gioco, sono tanti e a complicare la situazione arriverà anche l’FBI con un carico esplosivo: la seconda parte del romanzo inizia con un colpo di scena clamoroso che rimescola nuovamente le carte in tavola. Giunti agli ultimi istanti di questa partita, ormai ognuno agisce per sé: anche il Branco è frammentato, lacerato dai sospetti e dai tradimenti e tutti i personaggi cercano di chiudere il cerchio. In questa resa dei conti finale Pulixi, in un passaggio molto bello del romanzo, concede a Donna, l’amica d’infanzia ed ora acerrima nemica di Biagio, un monologo toccante che la riempie di umanità.

Ormai aveva scelto. Doveva solo capire come uscire di scena. Ma soprattutto, decidere quante persone portarsi appresso nella tomba. Innestato sul tema classico della vendetta ma declinato con soluzioni non banali, questo libro gode di una marcia in più rispetto ai precedenti romanzi. Non che le prime storie della banda di Mazzeo non fossero ben scritte, ma per quest’ultimo capitolo Pulixi ha trovato una prosa ancora migliore; senza mutare troppo il suo stile (ritornano ad esempio i lunghi capitoli spezzettati in tanti paragrafi che si spostano seguendo i vari personaggi), ha saputo raggiungere una pienezza narrativa che rende quest’ultimo capitolo il libro più bello della tetralogia. C’è uno sguardo rivolto maggiormente alla realtà, come ci ricorda la nota finale dell’autore, un colpo al cuore di chi ignaro poteva pensare che questo libro fosse solo fiction: oltre la Giungla c’è un mondo (il Sudamerica, gli Usa, l’Italia tutta) che assomiglia moltissimo al nostro, fatto di finanziarizzazione del crimine, multinazionali della droga ed oscure alleanze nel nome del profitto.

Dovremo quindi dire davvero addio a Bagio Mazzeo?