Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

A tu per tu con l'autore

Testata: Thriller Nord
Data: 28 giugno 2016
URL: http://www.thrillernord.it/intervistapoldelmengo.html

1) "I pregiudizi di Dio" è nato dopo "L'uomo nero". Secondo te, è meglio partire dalla lettura del primo, oppure può essere letto come un romanzo a sé stante? Questi due romanzi, saranno parte di una trilogia?

L’uomo nero riguarda solo uno dei tre protagonisti de I pregiudizi di Dio, l’ispettore Marco Alfieri, per certi versi ne rappresenta la back story. Quindi credo possa essere più interessante leggere prima I pregiudizi di Dio, e poi se si vuole approfondire la figura di Marco leggere L’uomo nero. Riguardo invece al seguito de I pregiudizi di Dio il progetto è più ampio di una trilogia, e prevede romanzi assolutamente autoconclusivi, ma che restituiscono personaggi in divenire. Ogni storia modifica i protagonisti, come la vita.

2) I protagonisti sono tre, due uomini e una donna: tre punti di vista differenti sulla stessa indagine. É stato difficile gestire le dinamiche e l'interazione tra i personaggi?

Io ho bisogno di dare al lettore un punto di vista plurimo sulla storia, è il mio modo di raccontarla. Mi serve per poter rappresentare la realtà in tutte le sue sfaccettature, e soprattutto per non imporre un punto di vista, una verità, per lasciare a ciascuno la possibilità di scegliere seguendo la propria sensibilità. Volevo due investigatori che non si sopportassero, due uomini profondamente diversi, almeno in apparenza, così ho costruito il rapporto tra Marco e Andrea. Francesca avrebbe dovuto essere l’elemento stabilizzatore del gruppo. La via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

3) Nel tuo romanzo hai saputo far convivere il procedural statunitense con la forma del poliziesco classico. A quale filone del giallo, ti senti più vicino?

Mi sento più vicino al noir, ho voglia di restituire uno spaccato della società e della natura umana quando racconto le mie storie, per me è fondamentale il perché accadono le cose. ​Per la prima volta in questo romanzo uso una struttura più propriamente gialla, quindi un’indagine che ruota intorno alla domanda “Chi è stato?”, ma lascio che la domanda più importante, il perché, sia rivolto ai protagonisti della storia, i tre investigatori, al loro modo di agire. Ho provato a scrivere un giallo scuro, o un noir travestito da giallo se preferite.

4) Il male e il bene sono i pregiudizi di Dio secondo Nietzsche. Nietzsche si serve della genealogia della morale per "delegittimare" la morale stessa. I concetti di bene e male del passato, non corrispondono a quelli del presente e dunque non esiste un' universalità del bene e del male. Come si riflette questa concezione nel tuo romanzo? Tutto il mio romanzo ruota intorno a un assunto, l’impossibilità di stabilire un bene e un male assoluti, il rifiuto della logica che ci hanno inculcato sin dai tempi delle scuole elementari, quando ci invitavano a scrivere alla lavagna i buoni da una parte i cattivi dall’altra. Io cerco di restituire una realtà più sfaccettata, non consegno al lettore certezze, fulcri del bene da seguire; né tantomeno giudico nessuno dei miei personaggi, neanche chi sarebbe molto facile additare. Lascio al lettore la libertà e l’onere di scegliere da che parte stare, di prendersi le sue responsabilità. Quando ho dovuto trovare un titolo per questa storia mi è sembrato che l’aforisma di Nietzsche possedesse una enorme forza evocativa nell’esprimere questo concetto, Pregiudizi e Dio nella stessa frase, per dire che non è così semplice identificare un bene e un male assoluti.

5) Ti é mai capitato di avvicinarti al thriller nordico? conosci qualche autore? Non voglio fare il ruffiano, ho letto più di qualche autore nordico, ma non è la letteratura di genere che preferisco. Detto ciò nutro una grande ammirazione per i romanzi di Nesbo.

6) Essendo anche sceneggiatore, quali sono i tuoi progetti futuri in entrambi i campi?

In questo momento sto scrivendo un film per Minerva, liberamente ispirato a un film del maestro Fernando di Leo, il che occuperà parecchio del mio tempo per i prossimi mesi. Dal punto di vista editoriale ho da proseguire la storia iniziata con I pregiudizi di Dio, ma devo anche continuare la trilogia iniziata con Nel posto sbagliato, il mio precedente romanzo pubblicato sempre con E/O. In attesa del seguito i miei lettori potranno rincontrare i gemelli Tripaldi e le loro indagini ipnotiche in una raccolta di racconti sulle Olimpiadi di Rio che E/O pubblicherà a luglio. Oltre ai miei gemelli i lettori ritroveranno l’alligatore di Carlotto, Blanca della Rinaldi, Igor Attila di Foschi, Mazzeo di Pulixi, Pulcinella di Torre e poi Mazza, Strukul e Riccardi. Insomma una dimostrazione di fierezza Sabotage per usare le parole di Carlotto.