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Lo Straniero

Autore: Dario Olivero
Testata: la Repubblica.it
Data: 30 aprile 2009

Albert Cossery, nato al Cairo ma uomo da Quartiere Latino, visse per sessant’anni in una stanza d’albergo di Parigi, amico di Henry Miller, oltre che di Albert Camus e Jean Genet, genio minore come minori sono i personaggi dell’unica umanità che per lui sia degna di attenzione, quella povera, esclusa, resa invulnerabile dall’indigenza che “non offre nessun appiglio alle devastazioni”. Quella miseria dove “tutte le abiezioni assumevano un carattere di innocenza e di purezza”. Un uomo alla ricerca di una risposta che non fosse quella occidentale: che una cosa per essere degna debba essere disperata, mentre, come dice uno dei suoi ambigui personaggi al suo interlocutore malato di letture filosofiche: “Dove vedi qualcosa di serio, figliolo?”. Eppure in mezzo a tutto questo e nelle intasate vie del Cairo, Cossery tira fuori quello che si può definire noir, vista la presenza di un delitto con movente un po’ alla Straniero di Camus ma più addicted e di un poliziotto perplesso che si fa largo attraverso un’umanità così misera che non sembra avere nulla di nobile. Tanto meno un movente raffinato.