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Ultima lettura: "Prima di dirti addio" di Piergiorgio Pulixi

Autore: Elena Tamborrino
Testata: Io e Pepe (e libri e altro)
Data: 11 luglio 2016
URL: http://exlibris20102012.blogspot.it/2016/07/ultima-lettura-prima-di-dirti-addio-di.html

Le lacrime più dolorose sono quelle che non riusciamo a piangere

Ci sono due modi per leggere i romanzi della serie dell’ispettore Biagio Mazzeo di Piergiorgio Pulixi e io li ho provati entrambi. Puoi decidere per la full immersion e leggere in un paio di giorni qualcosa che va dal minimo di 282 pagine de “La notte delle pantere” al massimo di 439 de “Una brutta storia”, considerando le 285 di “Per sempre”, dimenticandosi di tutto e di tutti, chiudendo qualunque contatto con il mondo esterno (e per questo ci vuole un fine settimana, si può fare), oppure optare per una lettura centellinata, che ti faccia aspettare con ansia il momento in cui potrai dedicarti alla storia, sapendo però che ti fermerai volutamente per rimandare la tua dose di adrenalina a un momento successivo e a un altro ancora. Ho letto i primi tre volumi della saga di Mazzeo in tempi record, ma stavolta ho fatto la scelta della lettura distillata, salvo farmi prendere nell’ultimo giorno in cui ho macinato oltre cento pagine senza accorgermene… come dire, mi sono lasciata andare e il mio autocontrollo mi ha fatto ciao con la manina. Il motivo per cui avrei voluto prolungare al massimo la lettura risiede nel fatto che sapevo che questa sarebbe stata l’ultima avventura di Biagio Mazzeo, un eroe negativo, maledetto e corrotto, per il quale però non si riesce a non provare che sentimenti di attrazione fatale. Questa quindi è l’ultima storia della Famiglia, del clan di colleghi che quest’uomo risoluto, forte, coraggioso, ha riunito attorno a sé alla conquista della Giungla, in un’escalation di violenza e paura, di intrighi e passioni assolute. Stavolta Mazzeo è solo, i compagni cominciano a nutrire dubbi su di lui e sulle sue scelte, tranne Giorgio Varga, il gigante albino che nonostante tutto gli resta fedele: gli inganni, i sospetti e i tradimenti sono ingredienti che devastano gli equilibri e che lasciano Biagio ad affrontare in solitudine -e con le proprie forze ormai esauste- gli esponenti della ‘ndrangheta con i quali si è invischiato per rincorrere una vendetta personale contro Vatsala Demidova, la donna del capo mafioso ceceno Sergej Ivankov, suo vero assillo. I conti devono tornare alla fine, Biagio deve chiudere la partita, con la disperazione per tutto ciò che ha perso, anche se memoria e rimorsi faranno sempre parte di lui e non gli daranno mai pace: i ricordi delle persone amate continueranno ad affacciarsi alla sua coscienza, alimentando rabbia e dolore. Come ho già scritto su Goodreads, assegnando il massimo possibile delle stelline per un giudizio entusiasta, ho sentito anche stavolta adrenalina pura e in più, in quest’ultimo atto, voglia di prendere Biagio Mazzeo e portarlo via dalla Giungla, in un posto tranquillo dove trovare finalmente pace. Mazzeo è uno dei pochi personaggi incontrati nella mia vita di lettrice a coinvolgermi fino al punto di partecipare alle sue vicende e volerne cambiare il corso.