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La tempesta perfetta. Dal West al Watergate l'America è una saga

Autore: Antonella Lattanzi
Testata: Il Venerdì di Repubblica
Data: 15 luglio 2016

Quattrocento anni di storia americana, dai primi insediamenti inglesi fino al Watergate, passando per le guerre di Indipendenza e Secessione. Raccontati tutto intorno a tre famiglie: i cattolici, upper-class Steed, che, scappati dall’Inghilterra per questioni religiose, diventano ricchi proprietari terrieri e poi imprenditori nel Nuovo Mondo; i poveri Turlock, arrivati in America come servi e poi divenuti avidi mercanti di schiavi; i quaccheri Paxmore, appartenenti alla middle-class, puritani e convinti antischiavisti. Quattrocento anni e tre famiglie raccolti tutti intorno a una baia, quella del fiume Chesapeake, e per la precisione su un’isola della baia, Devon, su sull’East Cost, in Maryland.
Tra finzione e realtà, James Michener li racconta in un romanzo, La baia (traduzione di Grazia Lanzillo), uscito per la prima volta nel 1978 e oggi ripubblicato da e/o, insieme documento storico e mirabolante saga – anche – familiare. Tutto inizia col viaggio di un indiano che scappa dalla tribù per non passare la vita a combattere. Eppure, la storia dell’America sarà una storia di battaglie e guerre, non ultime quelle per la religione e contro la schiavitù. Ricchi, poveri, giusti, violenti, assassini, salvatori, i personaggi del mastodontico romanzo raccontano un viaggio, materiale ma anche personale. È come se l’intero romanzo fosse un unico personaggio che respira, e che il lettore osserva mentre cresce, si corrompe, si redime, si perde, si ritrova, e non vuole morire. Come il suo straordinario, enigmatico autore, Michener, i cui libri hanno venduto oltre 75 milioni di copie e sono stati tradotti in 52 lingue. Come molti dei suoi personaggi, Michener nacque dal nulla, povero, a New York, forse nel 1907, figlio forse adottivo di Mabel, una vedova quacchera, o forse suo figlio naturale fuori dal matrimonio. In viaggio fin da ragazzino, si arruolò nell’U.S. Navy, esordì nel romanzo con Nostalgia del Pacifico a quarant’anni. L’anno dopo vinse il Pulitzer. Si sposò tre volte e continuò a viaggiare: il viaggio e la documentazione come basi per il suo modo di scrivere tra Storia e finzione, come se la finzione potesse rivelare aspetti del reale altrimenti oscuri.
Sul finire di La Baia un uragano imperversa sull’isola di Devon, fino a farla scomparire. «La terra così inghiottita sarebbe stata portata in un altro punto del Chesapeake, per venire utilizzata in altro modo per forse un migliaio di anni, dopo di che le onde l’avrebbero ripresa, voltandola e rivoltandola, fino al giorno prevedibile in cui l’immenso oceano del mondo si avventerà a esigere tutta questa penisola, dove per pochi secoli la vita scorse così gradevole».