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Ricordi di vita e di morte

Autore: Rita Bugliosi
Testata: Almanacco della scienza
Data: 21 maggio 2009

Psicanalista e scrittore, il novantaseienne belga Henry Bauchau con Il compagno di scalata racconta parallelamente due storie, lontane nel tempo e dissimili tra loro, accomunate però da un triste elemento: la morte. Voce narrante delle due vicende è un anziano psicanalista, che si reca quotidianamente in ospedale dalla nuora Paule, malata di cancro. Le visite alla donna fanno riaffiorare nella sua mente il ricordo dell’amico di gioventù, Stéphane. Con lui il protagonista ha imparato ad arrampicare in montagna, ma, soprattutto, a vincere la paura. Stéphane diventa ben presto un modello per il narratore, che ne ammira, quando scalano, la calma, il coraggio, la lucidità nelle scelte. Doti che emergono anche nelle azioni che Stéphane compie quando entra nella Resistenza contro i nazisti, ma che non riescono a sottrarlo alla cattura e alla morte. La sua è però una fine eroica, come l’amico viene a sapere dalla bocca del suo stesso carnefice: il geniale e spietato colonnello delle SS Shadow. Il ricordo di Stéphane e del loro rapporto profondo e puro si intreccia continuamente con le descrizioni delicate e piene di tristezza degli incontri con Paule, nel corso dei quali il suocero, con fatica, cerca di non spegnere la speranza che tiene in vita la donna e che l’aiuta a sopportare le intense sofferenze della malattia. I due piani temporali – gli anni della guerra e gli anni ’80 – su cui il libro è costruito danno alla storia un’atmosfera di rarefatta realtà, accresciuta dalla frequente citazione di sogni (del protagonista, ma anche dei suoi pazienti) e dal flusso dei pensieri e delle libere associazioni che assalgono il protagonista nel lungo tragitto che compie, in macchina o in metropolitana, da casa all’ospedale. Un’opera malinconica e intensa sull’amicizia e sull’amore, sui ricordi e sul presente, sulla vita e sulla morte.