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Heisenberg, più facile capire l'atomo che l'uomo

Autore: Stefano Feltri
Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 17 agosto 2016

DI FRONTE a un personaggio come Werner Heisenberg la tentazione è irresistibile: usare il suo "principio di indeterminazione" come chiave di lettura per una delle personalità più drammatiche del Novecento. Ci sono dei limiti alle informazioni che si possono ottenere su una particella subatomica: non è possibile misurarne la posizione e la sua traiettoria senza influenzarle. La meccanica quantistica non segue le stesse leggi della meccanica di Newton. E così Heisenberg non sembra seguire i canoni che siamo abituati a usare per classificare le persone in quel frangente refrattario alle sfumature che è stata la seconda guerra mondiale. li libro di Jérome Ferrari, appena tradotto da E/O, Il principio, non è una biografia di Heisenberg. Perché fissarne la storia, le motivazioni, le idee di una sequenza lineare sarebbe stato travisare la realtà nel tentativo di riprodurla: scelse di rimanere in Germania a lavorare con i nazisti per costruire la bomba atomica o perché solo lui poteva impedirne la realizzazione? Era un patriota o un eroe solitario che si è trovato schiacciato tra il peso di un intelletto sovrumano e il dilemma di come usarlo. Ferrari non prova a risolvere il mistero Heinseberg, scrive un libro che è quasi una lettera al professore tedesco, autore e vittima del principio di indeterminazione.