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“IN BILICO SUL MARE” IL NUOVO ROMANZO DI ANNA PAVIGNANO

Autore: Nicolò Carnimeo
Testata: Vedetta sul Mediterraneo
Data: 27 maggio 2009

Mi ha colpito il titolo e, sopratutto, la copertina: la distesa del mare vista dall'alto come dal promontorio di un'isola (sullo sfondo ce ne sono altre come l'immagine fosse stata scattata in un arcipelago) e, in primo piano, un operaio in controluce lavora appeso ad una impalcatura. Anche lui è In bilico sul mare, così si chiama l'ultimo lavoro di Anna Pavignano, scrittrice (per le edizioni e/o ha pubblicato anche Da domani mi alzo tardi) e sceneggiatrice di tanti film dell’indimenticabile Massimo Troisi. E’ stato un colpo di fulmine; lo vedo e lo compro. Un colpo di fulmine capace di avvincere, trasformarsi in una «storia» con la S maiuscola, come non capita spesso di questi tempi cupi per la scrittura. Una storia ben costruita dove il mare in alcuni tratti fa da sfondo e in altri è protagonista assoluto, proprio come nella vita di chiunque lo abbia scelto come compagno. Nell’esistenza del giovane protagonista, Salvatore, il mare gli dà il pane e lo fa divertire, perchè lui con il suo piccolo gozzo, porta in giro i turisti, regala loro qualche ora di sole e acque cristalline, i ricordi e le immagini che daranno la forza di affrontare l'inverno tra smog e traffico chiusi in ufficio. E' bello Salvatore, sua madre dice che assomiglia a «Raubova», qualche volta le avvenenti tedesche gli si stringono addosso, lo abbracciano, lo baciano. Lui lascia fare come facesse parte del suo mestiere.

Le donne se le contende con un altro barcaiolo «Tonino Capa di Ciuccio», bassino, pelato che diventerà inconsapevolmente il trait d'union tra Salvatore e una ragazza della Genova bene, il cui soprannome è sin da subito «zizze di nespola». Quando si è giovani, e si passa tutta la notte insieme sul mare, si crea una strana complicità, le differenze di ceto si sgretolano, ci si confessa segreti e stati d'animo che non si confiderebbero al miglior amico. Un bel giorno la vacanza finisce e lei se ne va, ma Salvatore continua a pensare a quella notte che diventa una idea fissa. Anche durante l'inverno quando lascia il mare per lavorare in un cantiere edile, sulle impalcature, a cento metri d'altezza. D’estate in un modo e d’inverno in un altro, il giovane paragona la sua vita a quella di un materasso, che d'estate lo giri dall'altra parte! Lavora a nero Salvatore come tanti ragazzi nei cantieri italiani, ma è difficile rimanere in bilico quando sei malato d'amore. La scrittrice dice che il racconto le è stato ispirato dall'incontro con un ragazzo nell'isola di Ventotene, ma i Salvatore sono tanti, più di quanti ne possiamo immaginare. Per capirne il carattere bisognerebbe mettersi nei panni di chi vive in una piccola isola dove il tempo, specialmente durante l'inverno, si ferma e spesso quando il mare è mosso anche i collegamenti con la terraferma. Lì, forse, è più facile sognare una vita diversa, così come l'impatto con la realtà può essere dirompente, corrodere un animo rimasto, ingenuo, puro, come il petrolio che deturpa lo specchio del mare. Consiglio di leggerlo a chi in questi tempi di crisi si sente in bilico, perchè non c'è niente di meglio di una storia, una bella e semplice storia di mare.