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Prima di dirti addio

Autore: Erminio Fischietti
Testata: Mangialibri
Data: 3 settembre 2016
URL: http://www.mangialibri.com/libri/prima-di-dirti-addio

Biagio Mazzeo ha un unico e solo scopo. Ormai non ha nulla da perdere. È andato tutto in rovina. Tutto distrutto. Ogni cosa ha perso senso. È solo. Solo contro tutti. Persino contro quelli che grazie a lui sono diventati qualcuno. Che gli devono molto, per non dire ogni cosa. Che quando le cose andavano bene erano sempre lì, ai suoi ordini, pronti a fare tutto quello che diceva. E che invece adesso fanno finta di non conoscerlo. Scappano, e continuano a scappare: sono come i topi della barca che affonda, i primi a zampettare via di corsa senza guardarsi indietro nemmeno per un istante mentre l’acqua sale inesorabilmente. Biagio è abbandonato, persino l’unica cosa bella della sua vita non c’è più. L’unica cosa per cui è sempre valsa la pena vivere. Adesso deve vendicarsi. Ha un obiettivo preciso: uccidere. Una donna, una cecena. E per fare questo, per ottenere il risarcimento che ritiene gli spetti di diritto, per avere soddisfazione alla sua sete di vendetta che pericolosamente reputa giustizia, e far finalmente trovare pace a tutte le urla di quei fantasmi che gli si agitano convulsamente in testa non solo non guarda in faccia a nessuno, ma non si ferma davanti a nessun confine: che sia l’Europa, il deserto del Mali, la Cina, la Svizzera, la città in cui ha spadroneggiato col suo Branco, il Sudamerica, nessun luogo è altrove. Nessun posto è troppo distante o irraggiungibile. Nulla lo può fermare. Ma naturalmente la sua è una sfida, una lotta contro il tempo e contro degli avversari che non sono affatto teneri: mentre lui ha un pensiero fisso in mente e le sue mani sono sempre più sporche di sangue la criminalità organizzata fa il bello e il cattivo tempo. Sono sul piede di guerra oltre alla DEA perfino la CIA e l’FBI. Il mercato della droga ha tali disponibilità economiche che come ogni buon imprenditore che si rispetti differenzia e delocalizza le sue attività, finanziando gruppi armati in Colombia e pure in Afghanistan. La coca passa dalla Grecia e dai Balcani, le casse piene zeppe di armi dall’Egitto, le cosche calabresi creano una ragnatela di contatti sempre più fitta. Tutte, chiaramente, persone rispettabilissime, dall’apparenza immacolata, che parlano in codice e che a differenza di Biagio hanno un sacco di cose da perdere, e quindi sono facili bersagli di ricatti e di intimidazioni. E poi c’è la donna a cui Mazzeo dà la caccia: anche lei ha propositi omicidi…

Piergiorgio Pulixi ormai, nonostante la giovane età, ha al suo attivo un numero davvero considerevole di pubblicazioni: gialli, thriller, noir... Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, e certamente al controverso creatore della saga dell’Alligatore (oltre che per esempio di reportage giornalistici di grandissimo impatto sul Sudamerica), che cura la collana diretta da Colomba Rossi di cui questo romanzo fa parte, deve qualcosa a livello di ispirazione. Tutti, in fondo, hanno infatti dei maestri e solo leggendo, selezionando in base al proprio senso critico, approfondendo di volta in volta si può costruire il proprio gusto, la propria personalità, anche come scrittore. Viene alla mente l’icasticità dei titoli, che spesso suonano lapidari come frasi di canzoni (e nel caso di Carlotto sovente lo sono sul serio) o proverbi: il che, proprio per questa loro scabra efficacia, espone però al rischio della reiterazione. Infatti sul mercato editoriale italiano ci sono anche altri Prima di dirti addio: naturalmente del tutto diversi, uno di Mary Higgins Clark e l’altro di Susan Spencer-Wendel. Oppure le ambientazioni, i più torbidi meandri della provincia italiana e non solo (in questo episodio si valicano confini su confini), dove la contiguità tra potere, ordine costituito e malaffare, vera e verosimile, è più che evidente, dietro una parvenza sonnacchiosa e ipocrita. Il linguaggio, iperrealistico. La violenza, corale, totale, esibita ma mai gratuita, mostrata perché indispensabile connotato del tessuto narrativo. Si sta parlando di criminali efferati e spietati, che si muovono sempre su più binari, ambigui per natura: non ci sono eroi positivi, non si può scrivere in sottrazione, lasciare intendere. All’interno però della cornice di quelle che sono delle categorie standardizzate e per certi versi stereotipate, basate su peculiarità ricorrenti, lo scrittore nativo di Cagliari si muove con originalità, caratterizzando bene e in ogni dettaglio, da tutti i punti di vista, il racconto. Ha uno stile piuttosto cinematografico, unico, riconoscibile, basato su un ritmo sapientemente calibrato, che non necessita di enfasi perché la realtà tentacolare che descrive è già potente di per sé. Come sempre il numero dei personaggi è cospicuo, in questo che pare essere il volume conclusivo (e il titolo Prima di dirti addio si fa per questo ancora più interessante) della tetralogia (segue i migliori Una brutta storia, La notte delle pantere e Per sempre) che ha per protagonista Biagio Mazzeo. Il capo del Branco, la banda di poliziotti corrotti che combatte la giustizia anziché servirla. Ma ci sono criminali ancora più incalliti di loro. Mazzeo è qui ormai un uomo solo e allo sbando, persino malinconico, e ci viene raccontata la sua svolta e redenzione, fra cartelli della droga, ‘ndrine, vendette e conti da chiudere definitivamente col passato.