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In bilico sul mare

Autore: Silvia Passini
Testata: LifeGate.it
Data: 30 aprile 2009

"Spesso fanno un lavoro nero, la morte però la chiamano bianca. Secondo me è sbagliato perché bianca è una sposa tutta felice, è la neve che ti lascia incantato, è la prima pagina del quaderno dis cuola che era bella perché tutta da scrivere. Si deve trovare un altro colore". Amore, amicizia, famiglia, passioni, lavoro. Vita di mare, sole, giovinezza speranza. Vita di cantiere, spesso non regolare. Un microcosmo di razze, di culture, di lingue, di saperi. In bilico. Salvatore, protagonista di questo romanzo, vive in continua oscillazione tra queste due realtà. Tra speranza, illusioni, sogni e progetti tipici dei ragazzi della sua età.

Ci sono giovani che vivono in località costiere o sulle isole italiane che hanno una vita “con un lato estivo e un lato invernale, come i materassi”. D’estate Salvatore accompagna i turisti con la sua barca, d’inverno diventa operaio in un cantiere edile. Un romanzo di formazione, che per suggestioni e atmosfere ricorda Montedidio di Erri De Luca (bellissimo, anche questo da leggere!). Scritto in prima persona, in maniera semplice e coinvolgente. Toccante. Puro, proprio perché la voce narrante è ingenua, candida. Anna Pavignano, attraverso la figura di Salvatore, racconta benissimo la vita di molti ragazzi costretti a lavorare in situazioni illegali. Parla di lavoro nero e di morti bianche. Bianche? Bianco è puro, bello candido. Che ha a che fare un colore così con delle morti atroci? Ce ne sono tante di storie come quella di Salvatore. Spesso vengono nascoste. In nome degli affari. “Business is business”. Terribile. Atroce. Angosciante. Ma vero.