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Romanzi gialli: il mistero delle “Ninfee Nere”, l’ultimo quadro dipinto da Monet

Testata: Il libraio
Data: 17 settembre 2016
URL: http://www.illibraio.it/romanzi-gialli-ninfee-nere-377657/

"Ninfee nere" di Michel Bussi è un giallo ambientato a Giverny, il borgo dove visse e lavorò Monet. Proprio la vita e l'opera del grande artista sono al centro della vicenda del romanzo, che inizia dalla morte di un ricco collezionista d'arte, su cui dovrà indagare l'ispettore Sérénac

Ninfee Nere (E/O) di Michel Bussi – professore di geografia all’università di Rouen e affermato autore di romanzi gialli, classe 1965 – è un giallo che attraversa il mondo della passione per l’arte e dei quadri di Claude Monet, la cui vita e la cui opera sono costantemente sullo sfondo.romanzi gialliA Giverny in Normandia, il piccolo villaggio dove ha vissuto e dipinto i suoi più famosi capolavori il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. La vicenda inizia – come è tipico dei romanzi gialli – con l’omicidio di Jérôme Morval, un uomo ricco e appassionato tanto d’arte quanto di donne, che viene trovato morto, pugnalato, in un ruscello. In tasca ha una cartolina del famoso quadro le “Ninfee Nere” (che Monet avrebbe dipinto prima di morire).L’indagine del giovane e affascinante ispettore Sérénac, che gira con moto e giubbotto di pelle, ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Tutte e tre condividono un segreto, una di loro è l’omicida.Al centro della storia la passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet. Rubate o perse, come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.Durante l’indagine sfumano i confini tra realtà e illusione, e soprattutto tra passato e presente. Il piccolo borgo di Givenry finisce per rivelarsi una sorta di microcosmo appiccicoso, infido, da cui nessuno può uscire senza perdere qualcosa.