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Se la Paralimpiade diventa un viaggio nei meandri dell'io

Testata: SuperAbile Inail
Data: 5 ottobre 2016

Nell’antologia di racconti Giochi di ruolo al Maracanã il mondo dello sport, anche quello paralimpico, diventa lo sfondo sul quale si muovono investigatori e personaggi coinvolti in storie criminali fra doping, omicidi passionali e altri delitti. In Pur di vincere Patrizia Rinaldi, l’unica donna fra i narratori di questo volume, concentra una storia che ha il respiro di un romanzo compresso in poche pagine. Perché i protagonisti affascinano e intrigano, con le loro vite complicate e ferite: dalla sovrintendente Blanca, poliziotta di scorta che sta perdendo la vista e insieme la sua autostima, a Tecia Atalante, atleta paralimpica con una gamba amputata che Blanca deve scortare a Rio de Janeiro perché dice di essere perseguitata dal suo ex convivente, Piero Anchemolo. Lui è, a sua volta, un allenatore e guida di velociste cieche. Il viaggio alle Paralimpiadi sarà pieno di sorprese e colpi di scena, ma soprattutto di discese all’interno del proprio io. «Mi sono sentita di appartenere. Rarità. Mi sono sentita di partecipare a una corte di imperfetti che ingoiano la pietà e corrono. Hanno lasciato la compassione per i loro guai alle statue greche, non avevano tempo e voglia, dovevano correre», sintetizza Blanca. Ed è quasi un’epigrafe. [L.B.]