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Una clinica inquietante

Autore: Sergio Pent
Testata: Tuttolibri - La Stampa
Data: 20 giugno 2009

L’atmosfera è cupa, soffocante, inturgidita da personaggi vitali ma algidi, impenetrabili. Gli eventi incalzano, inquietano. La soluzione dai toni gialli sembra quasi un rimedio al male esplorato in un excursus narrativi vischioso, di per sé assai originale nel nostro panorama letterario. Sonno di Roberto Tiraboschi (e/o, pp. 319, € 18) è un romanzo ansiogeno di eccellente consistenza. Buzzati e Landolfi, ma anche le emozioni serpeggianti dei mistery classici o le diaboliche perversioni dei thriller cinematografici anni 70, costituiscono la nervatura di una vicenda parossistica, che vede il protagonista – il geologo Greggio Moranti – vittima di un’insonnia incurabile dopo la tragica morte per annegamento della giovane compagna Eleonora, in attesa di un figlio. La cura dei suoi affanni presso la Dimora del Sonno – eremitico incubatoio del mal di vivere relegato tra le rocce dell’alta Italia – si rivela un tuffo nel disagio più estremo. Contornato da personaggi inquietanti e subdoli – il cognato obeso Cosma, gli assurdi ospiti della clinica e il direttore, l’enigmatico dottor Celionati – Morganti entra in contatto con i più segreti recessi della sua psiche, in una serie di sedute terapeutiche in grado – all’apparenza – di creargli ulteriori dubbi sulla morte di Eleonora. Solo attraverso la pratica del «sogno lucido», Moranti riuscirà a delineare i contorni di se stesso e del proprio passato, dopo aver superato un inferno di esperienze atroci, sempre in bilico tra realtà e follia, con atmosfere burrascose che farebbero gola al Dario argento più esasperato. Più che un noir d’autore, un romanzo denso, ammaliante, un viaggio nel profondo di due oscure province: quella italiana e quella di ogni appartata coscienza individuale.