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Perdas de Fogu

Autore: Gianluca De Salve
Testata: Il Re-Censore.com
Data: 29 luglio 2009

Un noir mediterraneo in un luogo dimenticato nei suoi segreti Un pericoloso incrocio di interessi tra politica, eserciti e multinazionali

Il Poligono Interforze Salto di Quirra, chiamato anche Perdas de Fogu, che in lingua sarda significa pietre di fuoco, è il più vasto poligono d’Europa. E’ un luogo di addestramento militare, di sperimentazione, di segreti e sfruttamento del territorio portato avanti nella più assoluta segretezza. Non sono invece segreti i devastanti effetti che il romanzo ci racconta senza tralasciare nessun particolare, sbattendoci duramente in faccia quei termini che ci capita di sentire saltuariamente durante i telegiornali o di leggere sulla carta stampata. Uranio impoverito, nanoparticelle, tumori e leucemia. Effetti delle armi che si sono abbattuti sui soldati coinvolti nelle guerre del Golfo o negli scontri dei Balcani. Ma non solo su di loro, perché quei termini hanno cominciato a lasciare il loro marchio di morte anche su molti abitanti di una delle nostre isole. La trama si fonde in questo modo all’inchiesta. Lo fa perfettamente, adagiandosi su di essa e proseguendo con lei senza mai calare di intensità. Ogni personaggio ha un ruolo chiave attraverso il quale far affiorare il più possibile i vari segreti che avvolgono Perdas de Fogu.

Troviamo la veterinaria Nina che cerca, attraverso i suoi studi sugli effetti che le nanoparticelle possono avere sugli animali, di dare una soluzione scientifica ai relativi problemi, sapendo che ormai l’unico modo possibile è tentare di trovare un rimedio visto che gli eserciti non intendono privarsi dei loro proiettili in grado di sfondare i corrazzati. Abbiamo poi diverse figure che operano nell’ombra e nell’ambiguità delle loro cariche passate e presenti, si tratta di ex-militari o agenti delle forze dell’ordine trasformatisi in contractor o killer pronti a tutto pur di aver prefissato la giusta ricompensa. Non potevano chiaramente mancare figure politiche capaci di muovere i fili di ogni decisione presa senza la minima considerazione sugli effetti che essa potrà avere sul territorio o la popolazione. A dare una sorte di filo conduttore a tutti gli scenari è Pierre Nazzari, disertore dai molti conti in sospeso con il passato, trasformatosi anche lui, per sfuggire alla galera, in servitore occulto di entità legali e illegali che preferiscono servirsi di uomini fantasma per risolvere problemi in cui non voglio essere coinvolti direttamente. Un romanzo completo, sapientemente scritto da Carlotto e dal gruppo di autori uniti nella sigla Mama Sabot, in grado di andare oltre alla propria trama. In grado di farci prendere coscienza di una realtà che non è poi così lontana da noi e dalle nostre responsabilità come potremmo pensare. Una spinta a documentarsi per non cedere all’ignoranza dell’indifferenza.