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Garbato ritratto dell'Inghilterra che fu

Autore: Rita Bugliosi
Testata: Almanacco della scienza
Data: 12 agosto 2009

Sir Edward Feathers, protagonista del romanzo ‘Figlio dell’Impero britannico’, è un anziano giudice in pensione che, dopo aver condotto la sua vita e la sua brillante carriera nella colonia inglese di Hong Kong, torna con la moglie Betty in Gran Bretagna per trascorrere con lei, nel Dorset, gli ultimi anni di vita. Ma la dolce Betty muore all’improvviso mentre, carponi in giardino, sta curando i suoi splendidi fiori. La scomparsa inaspettata della moglie è un colpo per Feathers, e lo spinge, suo malgrado, a ripercorrere il suo passato, a rivivere tra flashback e riflessioni tutta la sua vita. Nato in Malesia da un funzionario coloniale inglese, che, persa la moglie al momento del parto, affida il neonato alle cure di una donna del luogo, mamma Didds, Eddie è un bambino timido e balbuziente. Ha solo pochi anni quando viene portato in Inghilterra per compiere gli studi e qui, affidato alle cure di due distratte zie e all’educazione di un insegnate austero, trascorre un’infanzia difficile, priva di calore e di affetti, che ne fanno un uomo riservato e poco espansivo, incapace di stringere unioni forti. Eppure, dal cilindro della sua memoria emergono pian piano particolari relativi a legami profondi, come quello con il suo amico Pat Ingoldby, morto giovanissimo durante la seconda Guerra Mondiale, e con Claire e Babs le due bambine che vivevano con lui da mamma Didds. Ma tornare indietro con la memoria riporta a galla anche eventi spiacevoli, sepolti da tempo e custoditi dolorosamente e che la vicinanza della morte fa irrompere con prepotenza. Raffinato affresco dell’Impero britannico e dei suoi esponenti più genuini, il libro di Jane Gardam ha un tono a metà tra il nostalgico e l’umoristico, che ne fa un simpatico omaggio alla grandezza passata dell’Inghilterra.