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Vilmos Kondor, Budapest Noir

Autore: Janos Pelle (Heti Vilàggazdasag)
Testata: Internazionale
Data: 30 ottobre 2009

Vilmos Kondor aderisce alle convenzioni del noir, ma questo non gli impedisce di offrire un ritratto preciso della Budapest della metà degli anni Trenta, né di gettare luce sui problemi sociali dell'epoca. Ricostruisce le linee di trasporto, gli interni dei caffè e degli appartamenti, la gerarchia delle forze dell'ordine: è chiaro che ha condotto un'ampia ricerca nei giornali e nella memorialistica di quegli anni. Kondor si accosta a questo periodo presentando al lettore una storia poliziesca che incarna il mondo marcio e crudele nascosto sotto la brillante superficie di una Ungheria cristiana e patriottica, che già barcolla verso il collasso. I contrasti sono vivi, i dialoghi freschi, il detective è d'ingegno fine e pieno di risorse, mentre la polizia, così come i politici, è immorale e misera. È notevole che l'autore tratti il problema degli ebrei concentrandosi sul periodo in questione e isolandolo da quel che sarebbe accaduto dopo, compresa la tragedia collettiva dell'Olocausto. Pochi autori sono riusciti come Kondor a liberarsi dalla sensazione che "tutti sapevano esattamente cosa sarebbe successo". Le pagine che riguardano il contesto storico sono molte - compaiono tutti i personaggi chiave dell'epoca - ma sono gestite con abilità, così da non andare a svantaggio della tensione del thriller, ma, anzi, da renderla ancora più efficace.