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Il compagno di scalata

Autore: Domenico Gallo
Testata: Pulp Libri
Data: 11 novembre 2008

Storie di morte. In Belgio due giovani alpinisti trascorrono le loro giornate alle Rocher de Freyr, rilievi rocciosi che sovrastano la Mosa e che sono il centro di arrampicata storico della regione. Siamo alla fine degli anni Trenta e sulla loro giovinezza e sulle loro sfide incombe il dramma della guerra e dell'invasione tedesca. I compagni di cordata aderiranno alla Resistenza e il senso di sfida che prima rivolgevano alle difficoltà delle scalate si trasformerà nella lotta contro l'invasore nazista. Una vecchia storia di guerra che il protagonista ripercorre quasi quarant'anni dopo, quando si trova ad assistere Paule, la giovane nuora malata terminale di cancro. L'agonia di una persona più giovane, l'evidente assottigliarsi delle speranze, richiamano dalla memoria gli eventi che hanno circondato la morte di Stéphane, il suo compagno di cordata catturato dai nazisti e la lunga sofferenza che ha dovuto sopportare in attesa dell'esecuzione. Tra le due morti precoci, due sprechi di vita, si instaura un costante parallelismo che non si accontenta di confrontare le sofferenze e il dolore di una vita troppo breve, ma che conduce il protagonista a specchiarsi con la morte stessa, a essere nuovamente testimone oculare dei momenti della fine. Infatti, nell'immediato dopoguerra, si era trovato a confrontarsi proprio con il torturatore di Stéphane, il nazista Shadow, un uomo anche lui in punto di morte e detentore delle ultime immagini di vita dell'amico. Le confidenze che Shadow centellina riguardo gli ultimi giorni di prigionia di Stéphane instaurano tra loro un rapporto di conoscenza intima, quasi scabroso, come se colui che è stato il portatore di morte intenda dimostrare la propria necessarietà e l'inevitabilità degli eventi di cui è stato protagonista. Per la giovane Paule si tratterà del dolore della malattia, dell'accorrere dei medici, della speranza negli ultimi farmaci, nell'assistere impotenti all'affievolirsi della vita che scorre davanti agli occhi del protagonista. Forse l'idea di fondo che muove Bauchau è che la vita vada affrontata come una scalata in montagna; io, tuttavia, sono convinto che vivere sia molto più difficile.